RSS

[Un libro, una storia] La zona morta

16 Mag

Stephen King - La zona morta [Mondadori 1990-10]Della febbre per i romanzi di Stephen King che mi colpì nei primi anni Novanta ho già parlato, quindi non starò a ricordare che dal 1990 al ’93 (circa) ho letto d’un fiato una ventina di romanzi del Re: tutti quelli che erano disponibili all’epoca (ad eccezione dei fantasy).

Il 31 giugno del 1991 ho iniziato questo La zona morta (The Dead Zone, 1979) nell’edizione Bestseller Mondadori n. 135 dell’aprile 1989 (però in una ristampa datata 12 ottobre 1990), con traduzione di un misterioso A. Terzi di cui non sembra esserci traccia del nome per esteso…

Ricordo benissimo di averlo iniziato sulla spiaggia, perché all’epoca la consuetudine estiva della mia famiglia era che dopo il bagno scattava pizza e libro! Ricordo con egual piacere i lunghi bagni così come le lunghe letture, e per fortuna per molti anni ho avuto un “amico estivo” anche lui appassionato lettore. (Detto oggi sembra fantascienza…)

Invece quei giorni in cui iniziai La zona morta ricordo che andavo sulla spiaggia con un amico di vecchissima data (con cui ho condiviso l’infanzia dall’asilo alla quinta elementare) che invece era fortemente allergico alla lettura: non sazio di una mattinata ricca di “azione marina”, si annoiava a stare seduto e voleva fare “qualcosa”. Io ero già totalmente schiavo delle vicende di Johnny Smith e del suo potere di preveggenza, così ero inamovibile: quella era l’ora della lettura e nessuno mi avrebbe tenuto lontano da uno splendido romanzo!

Meno piacevole, ma ugualmente intenso, è il ricordo di qualche giorno posteriore. All’epoca andavamo da un dentista lontanissimo, fuori mano in maniera terrificante: in pratica bisognava attraversare mezza Roma. Andare dal dentista è sempre stata (lo è tutt’ora) una tortura macerante per me, e quel giorno del 1991 uscì fuori che nessuno mi avrebbe accompagnato: così a 17 anni sonati compii il rito di passaggio di andare dal dentista (cioè al patibolo) da solo!
Per fortuna durante il lungo tragitto dell’autobus c’era La metà oscura a farmi compagnia, e scoprii che quando hai un ottimo libro con te… non hai bisogno d’altro!

Il 16 luglio 1991 ho finito il romanzo, amandolo ovviamente in ogni singola parola. Bello il film del 1983 di David Cronenberg – che trasmisero in TV proprio mentre stavo leggendo il romanzo, così che dovetti stare attento agli spoiler pubblicitari! – ma ovviamente è una briciola in confronto alla potenza del romanzo. (Io sono un integralista del “meglio il libro che il film”!)

Quell’amico che si annoiava sulla spiaggia è scomparso dalla mia vita: il libro di King ce l’ho ancora…

L.

Annunci
 
7 commenti

Pubblicato da su maggio 16, 2016 in Note

 

Tag:

7 risposte a “[Un libro, una storia] La zona morta

  1. Cassidy

    maggio 16, 2016 at 6:25 am

    Una storia degna di “Stand by me” direi 😉 “La zona morta” ancora oggi è uno dei miei romanzi preferiti del Re, letto da raagzzino, sono riuscito a metterlo giù solamente all’ultima pagine, con i libri di KIng (causa anche enorme numero di pagine!) mi è successo solo con un altro libro 😉 Cheers!

    Liked by 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      maggio 16, 2016 at 6:37 am

      Eh sì, erano i tempi in cui scriveva romanzi dal numero di pagine “umano” 😛

      Mi piace

       
  2. Ivano Landi

    maggio 16, 2016 at 9:31 am

    Stavolta dissento in toto. Un romanzo di medio livello esaltato dalla grandezza di Cronenberg in un film magnifico.

    Liked by 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      maggio 16, 2016 at 9:43 am

      A 25 anni dalla lettura e dalla visione non mi sento di controbattere: nel post mi limito a riportare ciò che ricordo d’aver provato a 17 anni 😉
      Ovvio che un genio come Cronenberg e un attore altamente ispirato come il Walken dell’epoca abbiano creato un prodotto di altissimo livello, sebbene lo ricordi solamente a sprazzi, ma anche al di là di questo titolo per me, per i miei gusti personalissimi, è sempre più appassionante, profondo e personale il rapporto con un romanzo rispetto alla sua versione cinematografica (più condivisa e meno personale), che considero mediamente inferiore al di là di chi la firma. Ripeto, non mi schiero su “La zona morta” perché è passato troppo tempo, ma sono abbastanza sicuro che oggi condividerei la mia opinione di 25 anni fa 😉

      Mi piace

       
      • TED BRAUN

        maggio 16, 2016 at 2:52 pm

        Carissimo Lucius,
        l’idea di una calda estate romana rievoca immagini moraviane. Ma a parte questo, quel 16 luglio del ’91 era anche il mio compleanno. Ho motivo di credere d’averlo trascorso al mare, nel soleggiato alto adriatico di Bibbione, giusto un anno prima di sposarmi. Eravamo ancora caldi del ricordo dei mondiali del ’90. Io non sono mai stato un tifoso, ma leggevo negli animi degli appassionati. Sto scrivendo senza le opportune verifiche, ma a memoria ricordo che della Zona morta vi fu il film e una versione per la televisione suddivisa di 6 oppure 8 episodi. Non ho ancora letto il libro e ho qualche vaga idea della storia. All’epoca ricordo la Torre Nera e Scheletri, una sorta di raccolta dei racconti del Re, o se vogliamo, una soluzione economica e strategica da parte di Sperling & K, di pubblicare e distribuire più opere dello stesso autore. Concordo, come probabilmente tutti, che il libro sia sempre meglio del film ma va anche detto che, negli anni recenti, il Re, è stato anche produttore esecutivo di molti dei suoi romanzi. E’ un raro esempio di come la trasposizione cinematografica possa aderire il più fedelmente possibile alla narrazione, giustificando i necessari tagli di scena per questioni di durata del film. D’altra parte un romanzo non è una scenografia.
        Giusto una piccola chicca editoriale: Il romanzo Dellamore Dellamorte (Sclavi) è pubblicato come romanzo. In realtà è una scenografia vera e propria “confezionata” in copertina rigida e sovracoperta. Una rarità direi. Un caro saluto Lucius, e complimenti come sempre per i tuoi post.
        PS, se ti piace scrivere (retorica), ci lavorerei su l’amico d’infanzia della quinta elementare: potrebbe uscirne qualcosa di creativo.

        Liked by 1 persona

         
      • Lucius Etruscus

        maggio 16, 2016 at 2:56 pm

        Grazie di aver condiviso i ricordi 😉
        La Torre Nera all’epoca la evitai perché non sopporto il fantasy. King ha sempre amato il cinema ma è un altro linguaggio: il suo stile è particolarmente impossibile da rendere visivamente, quindi i film sono “altro” dai romanzi, com’è giusto che sia.
        Che bella quell’antologia “Scheletri”, ricordo che fui felicissimo quando la trovai in libreria ^_^

        Mi piace

         

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: