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La Garden di Antonio Bellomi

13 Mag
Numero 6, febbraio 1986 (Cover di Carlo Jacono)

Numero 6, febbraio 1986
(Cover di Carlo Jacono)

Chi sia Antonio Bellomi sarebbe un discorso troppo lungo così mi limito alla più breve delle definizioni: è una delle colonne portanti dell’editoria di genere in Italia sin dagli anni Sessanta, come autore, traduttore, curatore, direttore, saggista e chissà quanto altro che ancora non sappiamo.
Se questo fosse un Paese serio sarebbero già state scritte biografie su di lui, ma l’Italia ha la memoria di un pesce rosso e dimentica tutto ogni tre giorni…

Che Bellomi sia mostruosamente appassionato di fantascienza non è certo un segreto, visto che ha esordito nel maggio 1967 scrivendo un romanzo per la celebre “Cosmo” della Ponzoni Editore: L’ultimo domani, Cosmo n. 202… ultimo numero della collana!
Nel marzo del 1976 inizia la sua cura, per la milanese Edinational, della testata “Perry Rhodan“, in cui si affaccia anche con i suoi interventi saggistici. La collana presenta in Italia i molti romanzi tedeschi dedicati al personaggio omonimo, e cambia direttori e case editrici ma Bellomi rimane ufficialmente fino al numero 14 (1977), dopo di che inizia a saltare di testata in testata: rimarrà però a “casa Rhodan” fino alla chiusura della testata, nel 1981, con lo pseudonimo di Luigi Randa.

Come abbiamo visto nel post precedente, nel luglio 1983 Bellomi sostituisce Luciano Secchi alla cura della testata “Il Racconto Giallo“, l’esperimento narrativo della Editoriale Corno, casa più nota per i suoi fumetti. Nell’autunno del 1984 la Corno fallisce ma Bellomi cavalca il grande cambiamento: nel luglio 1985 appare come “Direttore responsabile” de “Il Romanzo Giallo“, testata della nuova casa Garden Editoriale nata dalle ceneri della Corno.

Primo numero del luglio 1985 (Cover di Tom Hallman)

Primo numero del luglio 1985
(Cover di Tom Hallman)

Quel primo numero (che ho schedato nel mio blog-database “Gli Archivi di Uruk“) presenta a 6.000 lire, un prezzo impegnativo, due romanzi di Edgar Wallace per un volume di 288 pagine, arricchito da un racconto e un saggio Bellomi, oltre un racconto di Lewis Flash (il celebre Luigi Naviglio).
Sebbene scriva del teatro di Agatha Christie, Bellomi ha un cuore fantascientifico e la Garden vuole fare di tutto per dargli spazio: nell’ottobre 1985 la casa inaugura la testata “Solaris Fantascienza” con due romanzi di John Brunner. Lo stesso autore scelto da Bellomi per chiudere la testata gialla della Corno, e guarda caso Solaris era una delle ultime case che pubblicava “Perry Rhodan”.

Ci sarà tempo per ottenere testate horror, western, spionistiche e via dicendo: per ora la Garden affida a Bellomi il solo compito di fare concorrenza al Giallo Mondadori.
Con un’impaginazione doppia, 180 pagine di media e 3.000 lire di costo – cioè esattamente come il giallo mondadoriano dell’epoca – Bellomi porta in Italia autori contemporanei come Alan HunterSimon BrettGeorge Bagby ed Elizabeth Ferrars, ma anche autori del decennio precedente come Judson Philips ed Helen McCloy e classici come Arthur Griffiths e il citato Edgar Wallace. Tutti autori (a parte Wallace) che prima e dopo la Garden di Bellomi sono ignoti al pubblico italiano, se non per qualche veloce comparsata nei Classici del Giallo.

Quando nei primi anni Novanta (sono ancora alla ricerca di una data precisa) Bellomi lascerà la Garden e subentrerà Eleonora Corno e le sue infinite ristampe, il suo servizio all’editoria italiana di genere sarà stato immenso e inestimabile… anche se ormai dimenticato.
Per fortuna ci sono ancora appassionati come me che adorano ravanare nell’archeologia da edicola.

Ci sarà ancora da dire su Antonio Bellomi, quindi non perdete la prossima puntata.

L.

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6 commenti

Pubblicato da su maggio 13, 2016 in Archeo Edicola

 

6 risposte a “La Garden di Antonio Bellomi

  1. Catia

    maggio 13, 2016 at 7:13 am

    Mi piace 🙂 e molto usato a casa mia, quel “ravanare” 😀

    Liked by 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      maggio 13, 2016 at 7:15 am

      Ahaha rende molto bene, vero? Quando ti trovi davanti a una bancarella piena di libri ammonticchiati, “ravanare” è l’espressione giusta 😛

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  2. Obsidian M

    maggio 14, 2016 at 9:13 am

    In effetti 6000 lire a metà anni Ottanta erano un po’ eccessive da spendere in edicola. Era però inusuale anche il numero di pagine… ma se pensiamo che era luglio (quindi mese ideale per portarsi un bel malloppo di letteratura leggera in spiaggia) sono quasi certo che sia stato un discreto successo di vendita.

    Liked by 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      maggio 14, 2016 at 9:19 am

      In effetti è stato l’inizio di quasi 15 anni di collana, anche se solo per 5 c’è stato Bellomi con scelte ottime.

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  3. Ivano Landi

    maggio 15, 2016 at 2:17 pm

    Di tutto questo, a parte il nome di Bellomi, mi è un po’ familiare solo Perry Rhodan, che credo però di non aver mai letto in forma di romanzo, solo di fumetto.

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    • Lucius Etruscus

      maggio 15, 2016 at 2:21 pm

      E’ stato un personaggio fantascientifico molto prolifico in Germania, e all’epoca una sessantina di romanzi (più speciali) sono arrivati anche da noi grazie a Bellomi. Ovviamente tutta roba dimenticata, perché in Italia si ristampa solo Asimov e Dick. Bellomi ha portato in edicola il pulp internazionale ma purtroppo è tutta roba “archeologica”…

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