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La breve vita felice del Giallo Corno

06 Mag

Continuo il viaggio nell’Archeologia da Edicola, e in particolare dell’esperimento varato nel 1980 da Luciano Secchi, meglio noto nel mondo del fumetto come Max Bunker, ed Andrea Corno, a capo della sua mitica Editoriale Corno.

Cover di Gaetano Proietti

Cover di Gaetano Proietti

Come abbiamo visto nella precedente puntata, nel giugno del 1980 nasce la testata “Il Racconto Giallo“, volumetto da edicola che presenta in italiano alcuni racconti estratti dalla “Mike Shayne’s Mystery Magazine”, rivista dimenticata dall’Italia prima e dopo questa iniziativa.

Per capire la “guerra delle magazine”, ricordo che nel gennaio 1950 la Garzanti presenta “I Gialli di Ellery Queen“, racconti tratti dalla “Ellery Queen’s Mystery Magazine” che poi, nel 1958, dalla Garzanti passano alle appendici del Giallo Mondadori.
Nel dicembre del 1959 una piccola casa romana crea la testata “Alfred Hitchcock presenta: Le grandi firme del brivido“, che porta in Italia i racconti della “Alfred Hitchcock’s Mystery Magazine” prima che nel 1978 la Rizzoli riprendesse l’esperimento.
Negli anni Sessanta “Il Giallo Selezione” attinge ad altre riviste come “Manhunt” e “Ed McBain’s Mystery Book”: e la rivista di Mike Shayne? Qui arriva la Editoriale Corno.

Con una formula costante – un racconto con protagonista Mike Shayne e altri racconti brevi – “Il Racconto Giallo” riempie il 1980 di titoli unici ed autori ormai dimenticati.
Nel marzo del 1981 si riparte ma stavolta la testata si chiama “Il Racconto Giallo (Nuova Serie)“, con qualche differenza grafica in copertina (la cui illustrazione è ora firmata da Gaetano Proietti), ma la sostanza non cambia: il rude investigatore privato Mike Shayne, scritto da uno dei tanti ghostwriter di Brett Halliday, apre la pista ai racconti brevi della MSMM.

Cover di Loris Bonavoglia

Cover di Loris Bonavoglia

Sul finire del 1982 la testata prospera, perché dalle 128 pagine mensili si passa alle 256 bimestrali: il totale è lo stesso, è vero… ma il prezzo no! Le 1.000 lire mensili chieste fino al 1981 diventano 1.500 nel 1982 e addirittura 4.000 bimestrali con l’aumentare delle pagine. Non ho altra prova che il ricordo personale, ma… 4.000 lire nel 1982 erano una cifra impegnativa, per uno svago da edicola. (“Il Giallo Mondadori” ne costava 1.800, mentre “Skorpio”, 140 pagine settimanali di fumetti e donnine svestite, ne costava 800.)

Forse il prezzo troppo alto ha fatto calare le vendite, o magari i motivi sono altri, comunque nell’estate 1983 c’è un radicale cambiamento: con “Il Nuovo Racconto Giallo” la testata cambia vita, torna mensile con 160 pagine a “sole” 2.000 lire (la stessa cifra che ora chiede il “Giallo Mondadori”) ma soprattutto con un’impaginazione a due colonne invece che una, proprio come la concorrente mondadoriana.
Tutto questo cambiamento lo si deve probabilmente al cambio dell’uomo al comando: Luciano Secchi abbandona la testata che, dal numero 24 (luglio 1983), passa alla direzione di Laura Raspino. (E alle copertine firmate da Loris Bonavoglia.)

Ciò che però conta, è che la cura della testata è ora gestita da Antonio Bellomi… un nome che dovrebbe farvi suonare mille campanelli!
Da questo numero 23, inoltre, dopo i racconti della MSMM – cioè in appendice al volume, proprio come il Giallo Mondadori – vengono presentati uno o più racconti tratti dalla “Alfred Hitchcock’s Mystery Magazine”, essendo conclusasi l’esperienza Rizzoli con la celebre magazine.

Cover di Loris Bonavoglia

Cover di Loris Bonavoglia

Vedremo in seguito quanto Bellomi ha fatto per l’editoria italiana, ma intanto mi preme ricordare che ha continuato la tradizione di Secchi di “scopiazzare” il Giallo mondadoriano rilasciando delle antologie stagionali: se la Mondadori da decenni presentava Estate Gialla, la Editoriale Corno portava in edicola… Giallissimo! (Non un nome originale, era una collana da edicola degli anni Cinquanta ormai dimenticata.)
Una di queste antologie stagionali portò in Italia, nel luglio 1984, il celebre Joe R. Lansdale… ancora sconosciuto da noi: tanto che viene scritto per errore Landsale!

Nell’estate del 1984, malgrado l’ulteriore cambio di titolo di testata ne “Il Romanzo Giallo“, l’esperienza dell’Editoriale Corno è ormai giunta a termine, e dopo il numero 38 (settembre 1984) – Parata d’ombre (The Gaudy Shadow) di John Brunner, apparso su “Science Fantasy” n. 41 (1960), evidentemente scelto dall’appassionato di fantascienza Bellomi! – la breve felice vita del Giallo Corno termina… perché termina la Editoriale Corno.

Ogni fine è un nuovo inizio, e vedremo nella prossima puntata quali ricchi frutti darà la caduta de “Il Racconto Giallo” creato da Secchi e ripreso da Bellomi. Non mi resta che invitarvi a seguire il mio blog-database “Gli Archivi di Uruk” dove pian piano presenterò le schedature complete dei numeri in mio possesso delle testate citate.

L.

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7 commenti

Pubblicato da su maggio 6, 2016 in Archeo Edicola

 

7 risposte a “La breve vita felice del Giallo Corno

  1. Ivano Landi

    maggio 9, 2016 at 6:53 am

    Ci tenevo a non perdere la puntata e ce l’ho fatta infine a passare…
    L’editoriale Corno si può dire che si sia suicidata, poiché non ha saputo cogliere l’occasione della rinascita della Marvel che avveniva proprio in quegli anni, con l’avvento dei nuovi autori cult: Frank Miller, John Byrne, Chris Claremont ecc., dopo la stagnazione degli anni ’70.

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    • Lucius Etruscus

      maggio 9, 2016 at 7:01 am

      Quale casa ha dunque cavalcato l’onda? La Panini? Ricordo il marchio “Marvel Italia” ma non so se era casa editrice.

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      • Ivano Landi

        maggio 9, 2016 at 8:34 am

        La Panini è arrivata in tempi molto più recenti. Le prime due case editrici ad annusare l’aria e capire che il vento aveva ricominciato a soffiare nella direzione giusta sono state Star Comics e Play Press. Poi è stato il turno di Marvel Italia e infine di Panini.

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      • Lucius Etruscus

        maggio 9, 2016 at 8:37 am

        Ah ecco, non mi venivano in mente! Ora che ci penso, il Punitore che divoravo negli anni Ottanta era StarComics, mentre la PlayPress ha avuto il coraggio di portare Aliens in Italia, e non è poco!

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