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[Un libro, una storia] Salomè

02 Mag

Wilde - SalomèAnno 1995, lavoravo da poco e ad ogni pausa pranzo bazzicavo le librerie del centro di Roma: Feltrinelli di largo Torre Argentina (un palazzo di tre piani!) e la storica Rinascita di via delle Botteghe Oscure. (Se questo indirizzo vi dice qualcosa, allora siete come minimo miei coetanei, perché era la sede del Partito Comunista…)
So che quella Rinascita ha chiuso nel 2009, ma all’epoca era ancora una delle librerie più importanti della Capitale, e nel seminterrato aveva la più fornita videoteca di cinema d’autore mai apparsa a Roma. (Visto che nella Capitale d’Italia il cinema d’autore è una bestemmia, basta avere dieci titoli per essere leader incontrastati nel settore!)

In epoca pre-internet e pre-DVD, il massimo della tecnologia erano le VHS, rarissime da trovare: se poi cercavi film d’autore, allora erano proprio impossibili da trovare, se non da Rinascita o qualche altra rara videoteca.
Un giorno da Rinascita trovai L’ultima Salomè (Salome’s Last Dance, 1988), la variopinta e frizzante trasposizoine cinematografica – firmata dal geniale Ken Russell – della pièce omonima di Oscar Wilde.
Dopo essere rimasto deliziato ed estasiato dalla visione – dissacrante ed oscenamente geniale come solo Russell sa essere – mi sono fiondato dalla Feltrinelli a cercare il testo originale di Wilde. Tanto più che nello stesso periodo ho visto il delizioso film britannico Un uomo senza importanza (A Man of No Importance, 1994), dove il celebre Albert Finney interpreta un gay non dichiarato che affitta una parrocchia in un paesino per mettere in scena la Salomè wildiana. («È la storia di Giovanni il Battista» dice per raggirare il prete locale!)

L’8 giugno del 1995 ho letto tutto d’un fiato Salomè in questa edizione BUR Teatro del marzo 1990, con traduzione di Domenico Porzio. (Traduttore e biografo di Borges, ma ancora non lo sapevo.)

Sarò onesto, quella lettura è stata influenzata dall’ebbrezza del film di Russell e se avessi conosciuto prima il testo di Wilde forse non mi sarei entusiasmato. Ricordo poco o niente della lettura, anzi: ad essere onesto i miei ricordi sono tutti legati al film, quindi non saprei dire quanto del testo originale mi sia rimasto.
Però è stata una bella esperienza in un periodo molto importante per la mia vita: non me ne voglia il buon Oscar, ma per me Salomè rimarrà sempre la smorfiosa giovane Imogen Millais-Scott che, prima di abbandonare per sempre il cinema, bacia le labbra della testa recisa di Giovanni

L.

Salome

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3 commenti

Pubblicato da su maggio 2, 2016 in Note

 

3 risposte a “[Un libro, una storia] Salomè

  1. Cassidy

    maggio 2, 2016 at 6:13 am

    Devo decidermi a recuperare i film di Ken Russell che mi mancano… Cheers!

    Liked by 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      maggio 2, 2016 at 6:21 am

      Assolutamente consigliati! E’ un genio altalenante, alterna un capolavoro con una roba che vorresti picchiarlo con un giornale arrotolato, ma proprio per questo è grande: i geni spesso non li capisci…

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      • Cassidy

        maggio 2, 2016 at 6:35 pm

        Ho visto un paio di suoi film, e hai riassunto alla perfezione la mia sensazione, eppure, ha dei titoli che mi intrigano, un giorno recupererò tutto 😉 Cheers

        Liked by 1 persona

         

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