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[Una storia, un libro] Il sogno di un uomo ridicolo

18 Apr

Dostoevskij - Il sogno di un uomo ridicoloPiccolo, delizioso, ricchissimo e imprescindibile volumetto di una collana da edicola durata pochissimo e subito dimenticato, BiT (Biblioteca Ideale Tascabile), che il 16 giugno del 1995 presentava questo numero 42 assolutamente imperdibile.

Fëdor M. Dostoevskij lo amavo già da un paio d’anni e pian piano mi stavo divorando le sue opere. Ancora oggi lo sento citare ma, come tutti i grandi della letteratura di ogni epoca, è noto solo per un paio di titoli. Le case editrici non aiutano, visto che anche in questo caso ristampano regolarmente solo un numero ristrettissimo di racconti, che infatti trovate ovunque, e dimentica regolarmente la stragrande maggioranza della produzione di un autore così fondamentale.
Il sogno di un uomo ridicolo è sicuramente un racconto noto ma molto meno rispetto ai soliti due o tre che trovate in una qualsiasi antologia.

Inoltre questo volumetto è arricchito da un testo titanico, La confessione di Stavroghin, che in realtà fa parte dei Dèmoni ma nessun editore italiano ha il coraggio di pubblicarlo.
Il testo è stato trovato dopo la morte del caro Fëdor e visto che è particolarmente scabroso – per i nostri piccoli occhi mediocri – giustamente le case editrici evitano l’imbarazzo di inserirlo nelle varie ristampe de I dèmoni: qualcuna l’ha fatto, ma sono casi rari.

Quel periodo ero invasato di Dostoesvkij e trovare questa uscita in edicola è stata una fortissima emozione. Così come rispolverare la confessione di Stavroghin: il personaggio letterario che più mi ha colpito e ustionato, ma ne riparlerò in seguito.
All’epoca mi face piacere scoprire di non essere solo, perché una delle tante VHS che si trovavano in edicola presentò La caduta degli dèi di Luchino Visconti, che si apre proprio con una immensa scopiazzata dalla Confessione di Stavroghin. Se ricordate quel film, se ricordate il giovane e dissoluto Helmut Berger che concupisce una ragazzina, allora state ricordando un grande omaggio a Stavroghin.

All’epoca Tele+ mandò in onda un lavoro teatrale in cui un titanico Gabriele Lavia si caricava da solo sulle spalle l’intero Sogno di un uomo ridicolo e per più di un’ora si aggirava sul palco con la camicia di forza e rendeva vivo e denso il testo dostoevskijano. Sono stati anni di grandi stimoli e in cui – in assenza di internet – la difficoltà di reperire materiale ti portava a trovare roba grandiosa. Curiosamente oggi puoi accedere a tutto ma trovi un mare di spazzatura…

Ho letto e riletto il Sogno e l’ho amato alla follia. Chi è che non si è mai sentito un estraneo tra i propri simili, chi è che non si è mai sentito ridicolo a provare qualcosa che altri sembrano non provare? Un testo breve scritto a metà Ottocento è e rimarrà attuale per sempre,

 

L.

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2 commenti

Pubblicato da su aprile 18, 2016 in Note

 

2 risposte a “[Una storia, un libro] Il sogno di un uomo ridicolo

  1. theobsidianmirror

    aprile 18, 2016 at 11:57 am

    Ma “La tragedia di un uomo ridicolo” di Bertolucci aveva qualcosa a che fare con questo Dostoevskij? Si, lo so, sto dicendo una cazzata….

    Liked by 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      aprile 18, 2016 at 12:02 pm

      Sono andato a controllare perché non amo Bertolucci e non conosco bene le sue opere. Quel film risulta scritto da lui ed è molto “italiano” e poco universale 😛

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