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[Un libro, una storia] Il bacio della donna ragno

29 Mar

Manuel Puig - Il bacio della donna ragnoCi sono storie che ti segnano così profondamente nell’anima, che entrano così prepotentemente a far parte di te che non ricordi neanche il “te stesso” prima di prima: non riesco neanche ad immaginare chi fossi io prima di vedere il film Il bacio della donna ragno (1985) di Hector Babenco, che in questo 2016 festeggia i 30 anni di presenza in Italia.
È arrivato il 10 gennaio 1986 nei nostri cinema, ma il 29 marzo è riapparso in sala presentando in locandina l’Oscar vinto come miglior attore: visto che ho “mancato” la prima data, scelgo la seconda per festeggiare questo capolavoro.

Ecco il mio blogtour:

Erano i primi anni Novanta quando consumai la VHS presa da TV a forza di rivedere il film, a forza di ammirare la titanica prova attoriale di William Hurt e Raul Julia, che da soli si mangiavano la scena e reggevano sulle loro spalle la totalità della storia. (Malgrado avesse l’onore della locandina, Sonia Braga era in pratica una comparsa e basta.)
Qualche anno dopo trovai in libreria l’edizione Einaudi (con traduzione di Angelo Morino) del testo teatrale originale dell’argentino Manuel Puig, El beso de la mujer araña (1976), che già nell’85 venne rappresentato su alcuni palcoscenici italiani.

22.000 lire era un prezzo impegnativo, all’epoca, o almeno lo era per le mie tasche, ma non esitai un attimo a comprarlo e divorai avidamente il corposo testo. Per la prima volta dovetti emendare una Legge del Cinema che consideravo intoccabile: non esiste alcun film migliore del romanzo da cui è tratto.
La donna ragno fa eccezione…

Lo sceneggiatore Leonard Schrader ha saputo prendere il fiume in piena di pensieri sconnessi, di parole in libertà e di chiacchiericcio inarrestabile con cui Puig ha inondato le quasi trecento pagine del suo copione, e ha saputo trasformare il tutto in una storia tanto lineare quando tagliente: ha saputo spremere l’eccessivamente corposo testo di Puig presentandone il succo più denso. E non gliene sarò mai abbastanza grato.

Kiss of the Spider WomanPer fare un esempio, nel film Luis Molina (Hurt) racconta “a puntate” un solo film che ha visto, mentre nel testo di Puig si alternano titoli su titoli, con la cui narrazione Molina riempie l’angusta cella che divide con Arregui. Tra i quali film è ben riconoscibile Il bacio della pantera (Cat People, 1942) di Jacques Tourneur, che parla proprio di una mujer pantera.
Nel finale, il ribelle Valentin Arregui userà proprio quel film per identificare l’anima dell’omosessuale Luis Molina.

LUIS: Ho una curiosità… Ti faceva molto schifo darmi un bacio?
VALENTIN: Uhm… Dev’essere stato per paura che ti trasformassi in una donna pantera, come la tizia del primo film che m’hai raccontato.
LUIS: Io non sono la donna pantera.
VALENTIN: È vero, non sei la donna pantera.
LUIS: È molto triste essere una donna pantera, nessuno può baciarla. Né niente.
VALENTIN: Tu sei la donna ragno, che acchiappa gli uomini nella sua tela…
LUIS: Che bello! Questo sì che mi piace.

Specifico che i nomi li ho aggiunti io: tra i vari “ostacoli” del testo c’è quello di non avere specificato chi è che parla. È un flusso di dialoghi che dopo un po’ è facile riconoscere, soprattutto se si è visto il film e si conosce già la psicologia dei due protagonisti, ma rimane un gran lavoro di concentrazione messo a dura prova da fiumi e fiumi di parole in libertà.

Non vi spiegherò perché Luis è la donna ragno, che nei sogni di Valentin è una Sonia Braga vestita di ragnatela che non parla ma lo incastra sempre di più, perché se per caso non aveste visto il film… DOVETE immediatamente correre a vederlo!

"Kiss of the Spider Woman": Raul Julia e William Hurt © 1985 Strand Releasing

“Kiss of the Spider Woman”: Raul Julia e William Hurt
© 1985 Strand Releasing

Invece mi piace raccontare l’unico aneddoto relativo alla mia lettura del libro. Nel 2003 aprii un sito di recensioni di film d’autore (Luci”o” in sala!): dieci anni dopo avrei aperto il Zinefilo, dedicato ai filmacci di serie Z, ma questo testimonia come non esista nulla che non mi appassioni!
Volevo rinfrescarmi la lettura del testo di Puig per recensire il film di Babenco, e quindi avevo sul comodino questo libro. Una sera venne a cena un amico con la ragazza che stava cercando di conquistare (senza riuscirci) e visto che già abitavo da solo la mia casa era un’alcova perfetta.
L’insopportabile ragazza vide sul mio comodino il libro, lo prese e lesse la trama. E come tutte le ragazze che ho conosciuto, fece la solita domanda: «Me lo presti?» (Temo che sia un metodo antipatico delle donne per testare la generosità degli uomini. O la loro pazienza.)

Proprio perché non era la prima volta che ricevevo la richiesta ero già pronto a rispondere: «No. Non presto mai libri. A nessuno.» Ed era vero, ma in più c’era il fatto che probabilmente non l’avrei mai più rivista, quella tipa, quindi non avrei mai più rivisto neanche il libro: un’evenienza che considerare intollerabile è davvero riduttivo.

Questo di Puig non è un testo che consiglierei, è un lunghissimo testo teatrale molto difficile da leggere, ma se avete amato alla follia il film è un modo per ritrovare i personaggi e tornare ad amarli con violenza.

L.

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9 commenti

Pubblicato da su marzo 29, 2016 in Note

 

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9 risposte a “[Un libro, una storia] Il bacio della donna ragno

  1. Cassidy

    marzo 29, 2016 at 6:23 am

    Luci”o”in sala è un titolo geniale 😉 Adesso però mi hai fatto venir voglia di rivedermi questo film, ho realizzato che è davvero una vita che non lo rivedo. Cheers!

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  2. Ivano Landi

    marzo 30, 2016 at 9:16 am

    Anche per me questo film è una visione lontanissima. Dei dialoghi non ricordo nulla, ma ho ben presenti alcune scene, in particolare l’apparizione di Sonia Braga.
    Abbiamo inoltre in comune la particolarità di essere appassionati sia di film d’autore che di serie Z, anche se io ho dei limiti che proprio non riesco a superare. Per esempio, non sono mai riuscito ad andare oltre i dieci minuti nella visione delle commedie con Pippo Franco o Lino Banfi. E detesto Montesano.

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    • Lucius Etruscus

      marzo 30, 2016 at 9:24 am

      ahahah temo che quelli che citi siano addirittura film di Serie A, visto che come le macchine d’epoca superato un certo numero di anni assurgono a qualifiche che non avevano alla loro uscita. Ora sono “trash” che è un genere molto amato e seguito: i film di serie Z che vedono sono stati disconosciuti dai loro autori, che si firmano con pseudonimi a grappolo, che vengono venduti di nascosto in Italia e vengono spacciati per “filmoni” nei tanto decantati canali a pagamento di SKY e simili. (Fanno la pubblicità mostrandoti un paio di filmoni di successo ma non ti dicono che la stragrande maggioranza dei prodotti offerti è spazzatura dozzinale!)
      Lo spirito di fondo è raccontare quei film che non vengono mai raccontati in Rete, cioè i film d’autore e i filmacci ridicoli. I “film del momento” ottengono ampissima copertura mediatica, mentre quelli creati con l’anima e quelli creati con lo sfintere non hanno risonanza: lì arriva il Zinefilo! 😀

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  3. Giuseppe

    marzo 30, 2016 at 2:28 pm

    Dato che prestare otto volte su dieci (e sono generoso) per il/la richiedente è sinonimo di regalare, facesti benissimo. Anche se il film “supera” il testo scritto, è una questione di principio 😉

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    • Lucius Etruscus

      marzo 30, 2016 at 2:30 pm

      Preferisco comprare una seconda copia e regalarla, piuttosto che “prestare” la mia 😉

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