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Il Libro dei sogni di Borges

16 Mar

1976 - Il libro dei sogniL’altro giorno leggevo il post di Obsidian Mirror in cui presentava Il libro degli incubi, antologia di racconti horror di Sergio L. Duma. Non ho potuto impedire al mio pensiero di correre a tutt’altro tema ma con un titolo similare: Libro di sogni, scritto senza articolo.

L’ultimo volume, in ordine temporale, della lodevole ristampa Adelphi delle opere di Jorge Luis Borges riporta alla luce qualcosa che giusto pochi fan malati (come me!) già conoscevano: una delle fenomenali antologie che erano la passione del Maestro di Buenos Aires, e dei suoi lettori.
Curata dal consueto ed eccellente Tommaso Scarano, nell’autunno del 2015 è dunque tornato alla luce Libro di sogni. (Disponibile anche in eBook.)

In un saggio apparso su The Spectator (nel settembre 1712), e ripreso in questo libro, Joseph Addison osservava che l’anima umana, quando si sbarazza del corpo e sogna, è al tempo stesso teatro, attori e pubblico. Potremmo aggiungere che è anche autore della favola che sta vedendo. Passi analoghi si trovano in Petronio e in Luis de Góngora.

1976 - Il libro dei sogni (Adelphi 2015)Così il 27 ottobre 1975, esattamente quarant’anni prima di questa ristampa Adelphi, Borges iniziava il suo Prologo. Per chi non lo sapesse, l’autore argentino era maestro dei prologhi, una o due pagine in cui ogni singola parola era meditata e in cui riusciva a racchiudere l’intero spirito del libro. Era tartassato da richieste pressanti, tutti gli autori che avevano la fortuna di conoscerlo gli chiedevano un Prologo, e ogni editore ambiva stampare un qualsiasi libro con un Prologo borgesiano. Alla fine la produzione era così vasta che proprio in quel 1975 Borges raccolse i suoi prologhi in un’antologia dal titolo perfetto: Prologhi. Ma sto divagando.

Compilata nel 1975, dunque, la Torres Agüero editor di Buenos Aires dà alle stampe nel 1976 Libro de sueños, un’antologia composta unicamente di brevi estratti da opere provenienti da ogni angolo del mondo e da ogni epoca. Quei testi più o meno brevi erano stati scelti da Borges alla ricerca del più ambito degli obiettivi: spiegare il sogno. A pensarci, l’obiettivo stesso è un sogno!

Questo libro di sogni, che i lettori torneranno a sognare, comprende sogni della notte – ad esempio quelli firmati da me – sogni del giorno, che sono un esercizio volontario della nostra mente, e altri sogni, di cui s’è persa la radice: come il Sogno anglosassone della Croce.

Le parole che leggete qui sono tradotte da Tilde Riva nel 1985 per uno dei tesori prodotti da Franco Maria Ricci: un volume della mitica “Biblioteca di Babele“, curata da Borges, a Borges stesso. È un’edizione rarissima ma non impossibile da trovare.
Tommaso Scarano ha ritradotto l’antologia inserendo, com’è sua ottima abitudine, note al testo e un saggio finale: Sueño, tesoro enterrado.

Non sono molti gli autori, e meno ancora i grandi autori, che si sono dedicati alla compilazione di opere antologiche con il diletto e la costanza con cui lo ha fatto Borges. Il primo documento di tale passione appartiene agli anni giovanili, quando ventenne pubblica sulla rivista madrilena «Cervantes» una breve silloge di poeti espressionisti tedeschi, scoperti con fervore avanguardistico durante il soggiorno a Ginevra, e subito selezionati, tradotti e offerti ai militanti dell’ultraismo spagnolo. All’estremo opposto, al Borges quasi ottantenne, appartengono il Libro delle visioni e Finimondi, ideati per le edizioni di Franco Maria Ricci alla fine degli anni Settanta (il secondo è uscito postumo nel 1997). Nel mezzo, la bibliografia borgesiana registra una quindicina di raccolte antologiche, per genere o per tema.

1976 - Il libro dei sogni (Mondadori 1989)Dalle visioni profetiche ai sogni rivelatori, dal Kubla Khan – poema che Coleridge sognò e scrisse di getto appena riaprì gli occhi – al sogno di Alonso Quijano, che credette di essere un personaggio di Cervantes («L’hidalgo fu un sogno di Cervantes e il Don Chisciotte un sogno dell’hidalgo. Il duplice sogno li confonde e qualche cosa accade che è già accaduta tanto tempo fa», Borges, La rosa profonda); dal sogno di Scipione raccontato da Cicerone al sogno del Re Rosso di Lewis Carroll;dal sogno di Bertrand Russell, che credette di avere sul tavolino un foglio con su scritto “Ciò che è scritto sull’altro lato è falso”, scoprendo che sull’altro lato c’era scritto “Ciò che è scritto sull’altro lato è vero”, al sogno di Chang Tzu…

Chuang Tzu sognò di essere una farfalla e al risveglio non sapeva se fosse un uomo che aveva sognato di essere una farfalla o una farfalla che in quel mentre sognasse di essere un uomo.
(Da “Chuang Tzu”, di Herbert Allen Giles, 1889)

Non mi resta che invitarvi a cavalcare la Letteratura – uno dei cui tanti nomi è Borges – e a lasciarvi trasportare lungo un libro di sogni che copre l’intero arco della civiltà umana.
Vi lascio con uno dei temi più cari di Borges (la rosa) trattato da uno dei suoi poeti preferiti.

L.

La rosa del mondo

Chi sognò che la bellezza passa come un sogno?
Per queste labbra rosse, con tutto il loro luttuoso orgoglio,
Luttuoso perché mai più potranno predire nessuna nuova meraviglia,
Troia svanì, come un grande sprazzo di luce funebre…

William Butler Yeats

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5 commenti

Pubblicato da su marzo 16, 2016 in Note

 

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5 risposte a “Il Libro dei sogni di Borges

  1. theobsidianmirror

    marzo 16, 2016 at 8:45 am

    Non dirmi che quell’edizione “Biblioteca di Babele“ tu l’hai pure trovata su una bancarella a due euro…..
    PS: Grazie per aver citato il mio post all’inizio: l’accostamento Borges-Duma farà di sicuro piecvere a quest’ultimo…

    Liked by 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      marzo 16, 2016 at 8:50 am

      Sarebbe stato un colpo di fortuna così grosso che sarebbe cambiato l’ordine gravitazionale dell’universo 😀
      Ho dovuto ricorrere a canali librari particolari, bazzicare le peggiori biblioteche di Caracas, bisbigliare in angoli bui con loschi figuri dal passato librario oscuro… Scherzi a parte, sudando un po’ con i prestiti bibliotecari si possono raggiungere grandi chicche dimenticate di Borges in Italia 😉

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  2. Athenae Noctua

    marzo 29, 2016 at 9:45 am

    DEVO leggere Borges, continuo a rimandare e finora ho spiluccato solo qualche racconto (come La biblioteca di Babele) e i saggi su Dante… ma questa lettura mi alletta parecchio! 🙂

    Liked by 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      marzo 29, 2016 at 9:51 am

      Anch’io ho cominciato con la Biblioteca di Babele, bello come il sole. La raccolta in cui è contenuto, “Fnzioni” insieme ad “Altre inquisizioni” sono le raccolte più ristampate e davvero sono un ottimo modo per partire con Borges: trasudano della sua poetica e del suo lirismo. Per fortuna Adelphi sta recuperando la sterminata produzione borgesiana, ampiamente ignorata in Italia o stampata a casaccio…

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