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Nocturnia e le migliori letture del 2015

11 Mar
"Il lettore" (1861) di Edouard Manet

“Il lettore” (1861) di Edouard Manet

L’ottimo Nick Parisi del blog Nocturnia ha lanciato in questi giorni l’iniziativa “Quali sono i vostri libri preferiti del 2015?”.
Vi invito ad andare tutti sul suo post e a scrivere tra i commenti le vostre letture preferite.

Nocturnia si occupa di fantastico, ma Nick mi ha concesso una deroga così ho raccontato alcuni saggi che ho molto apprezzato nel 2015: mi piace riportare anche qui la lista.

– “Il delitto perfetto. La televisione ha ucciso la realtà?” di Jean Baudrillard (Raffaello Cortina 1996). Il filosofo scrive questo meraviglioso testo quando ancora non esistevano né reality né Grandi Fratelli, ma è attualissimo perché il succo va molto più alla base. È la precessione del simulacro, frase che adoro sin da quando l’ho sentita citare da Franco Farinelli: è l’immagine che precede la realtà. Una volta si diceva che la realtà supera l’immaginazione, ma è un falso mito: come dico nei miei articoli e nei miei racconti, la realtà è solo uno degli attributi della letteratura. L’immagine (e la letteratura crea immagini) determina la realtà, e se quindi la TV (moderno strumento generatore di immagini) dà dei valori fittizi, quelli diventano comunque reali. Ripeto, non è un saggio che attacca la TV spazzatura, perché va a alla radice e spiega la nostra esigenza di affidarci ad immagini per capire la realtà. (L’autore e un suo trucchetto nascosto nel testo l’ho citato nel mio racconto True Marlowe e il Re in Giallo.)

– “Prigioni della mente” di Adriano Zamperini (Einaudi 2004). Meravigliosa ed agghiacciante analisi di alcuni esperimenti di prigionia volontaria, alcuni celebri altri meno. I risultati fanno rabbrividire e minano ogni nostra convinzione sulla “cattiveria”. A noi piace pensare che i dittatori e i carnefici siano “cattivi”, malati, folli. Ma basta mettere una divisa al più mansueto di noi, perché questi faccia cose che farebbero piangere il Cielo. La cattiveria è dentro di noi, ognuno di noi: se rimane latente o fuoriesce è solo… questione di casacca! Ho raccontato questo saggio in un mio post confrontandolo con le versioni filmiche prodotte dai celebri esperimenti narrati.

– “1177 a.C. Il collasso della civiltà” di Eric H. Cline (Spinoglio 2014). Splendido saggio storico che racconta di un evento che ignoravo: la scomparsa di una civiltà che recentemente si è scoperto fiorente ma le cui cause non sono ancora chiare. Ci vuole poco a far crollare una civiltà millenaria, davvero basta uno sgambetto: ma chi l’ha fatto, quello sgambetto? Oltre ad una narrazione appassionante, Cline sale di livello nella mia stima perché al contrario degli altri storici non si limita a raccontare ciò che si sa: spiega anche “come” lo si sa. È facile snocciolare fatti, molto più imbarazzante spiegare come si sono acquisiti quei fatti, perché magari ciò che noi riteniamo vero oltre ogni dubbio nasce invece da fonti incerte o pencolanti. Oltre ad essere un libro di storia, dunque, è anche un libro su “come si fa” la storia.

– “L’America dimenticata” di Lucio Russo (Mondadori 2013). Sono totalmente conquistato da questo saggio, anche se ha ricevuto un mare di critiche: Russo però presenta la prova di ogni singola parola che scrive, quindi non mi sembra un pazzo che ululi alla luna. Al di là del “pezzo forte” – la dimostrazione che almeno gli astronomi antichi conoscessero benissimo l’ubicazione del continente americano – l’informazione che mi ha colpito è il racconto di come nel II secolo a.C. tutto il sapere sia stato in pratica dimenticato. Quelli che noi oggi chiamiamo “classici” sono in realtà quelle briciole che i latini hanno cercato di ricostruire, basandosi su quel poco che si poteva ancora conoscere all’epoca. Ripeto, è un saggio illuminante e assolutamente ricco di fonti e dimostrazioni.

– “Inchiostro antipatico” di Paoo Bianchi (Bietti 2012). Deliziosa e imperdibile raccolta di aneddoti e racconti del giornalista alle prese con scrittori e lettori: ti fa passare la voglia di seguire corsi di scrittura, di conoscere scrittori e di diventare scrittore! Gustosamente crudele, deliziosamente sagace.

– “Il mistero della percezione del tempo” di Claudia Hammond (Einaudi 2013). Intrigantissimo viaggio alla scoperta di cosa sia il tempo, di come poterlo calcolare ma soprattutto… cosa significhi per noi. Le implicazioni sono enormi e sorprendenti ma la frustrazione è che più si crede di aver capito… più il tempo sfugge!

– “Monte Athos” di Boris Zaitsev (Castelvecchi 2012). Stavo finalmente preparando a pubblicare il mio corposo saggio su un cacciatore di libri in missione sul monte più bibliofilo d’Europa (Alla conquista del Monte Athos) che scopro l’uscita italiana di questo diario di viaggio di un poeta russo che visitò il Monte Sacro negli anni Venti. Mi ci sono buttato a pesce e ho trovato ghiotte notizie per arricchire il mio saggio all’ultimo secondo. L’Athos genera ogni tipo di sentimento in chiunque lo visiti, a qualsiasi cultura e lingua e religione appartenga, e molti hanno voluto scrivere delle proprie esperienze… Ma il mio saggio sull’Athos è unico al mondo ^_^

– “Avventura brasiliana” di Peter Fleming (Nutrimenti 2013). Ok, questo in realtà l’ho solo spiluccato perché è un tomone, ma basta il centinaio di pagine che ho letto per giudicarlo irresistibile. Peter, fratello di Ian Fleming, negli anni Trenta decide di partire per il Mato Grosso alla ricerca di una precedente spedizione scomparsa. Il risultato è un racconto frizzante e delizioso, pieno di umorismo “british” perché i preparativi sono di un ridicolo da film comico! I commenti della gente sono perle di umorismo involontario e gli aneddoti di Fleming sono imperdibili (come quando partirono portandosi appresso una cassa piena di pesantissime bombe a mano, con tutti i membri della spedizione a chiedersi che accidenti dovevano farci!). Cinquecento pagine forse sono troppe, ma il racconto di Peter Fleming è splendido.

L.

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6 commenti

Pubblicato da su marzo 11, 2016 in Note

 

6 risposte a “Nocturnia e le migliori letture del 2015

  1. Ivano Landi

    marzo 11, 2016 at 6:15 pm

    Sai per caso dirmi se la spedizione scomparsa citata nel libro di Fleming è quella di Percy Fawcett del 1925?

    Liked by 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      marzo 11, 2016 at 6:30 pm

      Proprio quella! Racconta dei vari avvistamenti dell’epoca, delle varie testi misteriose che girarono e dei curiosi testimoni. Ma soprattutto della totale inadeguatezza della missione di Fleming, che sembra uscire da uno sketch dei Monty Python 😀

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  2. Nick Parisi

    marzo 11, 2016 at 9:02 pm

    Grazie per aver condiviso, mi hai fatto un grandissimo regalo! 🙂

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  3. Ivano Landi

    marzo 12, 2016 at 8:34 am

    Ho conosciuto di persona il nipote di Percy Fawcett, esploratore a sua volta, quindi mi sono abbastanza interessato alla storia di suo zio. Non sapevo però di questo libro… una bella scoperta!

    Liked by 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      marzo 12, 2016 at 9:13 am

      Contento di essere stato strumento del Fato ^_^ A questo punto ti consiglio doppiamente il memoriale di Fleming 😉

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