RSS

[Un libro, una storia] La Bibbia del Diavolo

07 Mar

Richard Dubell - La Bibbia del DiavoloAgosto del 2011, il mio impegno alla cura di ThrillerMagazine occupava ogni istante di tempo libero, ed essendo in vacanza dal lavoro in pratica stavo compiendo maratone di scrittura senza alzare mai la testa.
In quel periodo arrivò in Italia il secondo romanzo di Richard Dübell dedicato al Codex Gigas, una enorme edizione della Bibbia che è rimasta nella storia perché al suo interno c’è una pagina interamente dedicata al disegno di una creatura demoniaca. Cosa ci fa il disegno di un diavolo in una Bibbia? Capite che da secoli questo libro è decisamente intrigante.

Dübell ha voluto scrivere un romanzo storico, pieno di intrighi e colpi di scena in pieno stile soap opera, che raccontasse le vite e le opere dei proprietari originari di quella che veniva chiamata la Bibbia del Diavolo. I due libri sono La Bibbia del Diavolo (Piemme 2009) e Il testamento di Satana (Piemme 2011) e, malgrado il titolo, sono semplici lunghi polpettoni in salsa storica.

Io all’epoca avevo già curato lo speciale dedicato alla Falsa Novella, in cui raccontavo a puntate i Vangeli falsi inventati dagli autori di romanzi – che poi ho raccolto nell’eBook gratuito La Falsa Novella – e mi apprestavo a studiare il Codex Gigas (che invece è un libro esistente) attraverso questi due romanzi.
In realtà le informazioni che i due titoli in questione forniscono sul testo sono così rarefatte che alla fine non ho mai scritto quello speciale. La storia che voglio raccontare è però un’altra.

Era agosto, dicevo, e le ferie mi permettavano di riposarmi dalle quattro ore di mezzi pubblici giornaliere a cui ero abituato. Ma così avrei perso la forma fisica: che fare? Ideona! Perché non uso quella cyclette che avevo in casa a prender polvere?
L’idea era buona ma c’era un problema: pedalare è una tortura mostruosa, per me, una noia mortale che mi fa impazzire. Odio pedalare all’aria aperta… figuriamoci fermo in casa. Altra ideona: perché non mi leggo questi due tomoni sulla Bibbia del Diavolo mentre pedalo?

Così ogni giorno mi slogavo il polso a tenere in mano un immenso volume di Dübell per venti minuti, oltre i quali cominciavo davvero ad avere apparizioni sataniche! È stata una pratica dolorosa, perché è difficile stabilire se era più noioso pedalare o leggere degli intrighi seicenteschi alla corte di Rodolfo II.
Forse è anche per questo che poi non ho più scritto quello speciale sul Codex Gigas, limitandomi alla recensione de Il testamento di Satana, apparsa il 12 agosto 2011: ve la riporto qua sotto, se siete curiosi.

Chiudo con una nota: dopo questo secondo titolo Piemme non ha più edito nulla di Dübell, lasciando la Trilogia della Bibbia del Diavolo monca…

L.

Recensione de “Il testamento di Satana”

Richard Dubell - Il testamento di SatanaCome molte trilogie, anche quella di Richard Dübell non era nata come tale. Dopo però il grande successo, sia in patria che all’estero, del romanzo di largo respiro La Bibbia del Diavolo – che ha stuzzicato la curiosità del celebre Ken Follett, il quale si è complimentato di persona con l’autore – e la pressione dei fan, lo scrittore bavarese non ha potuto esimersi dal percorrere una strada comune a molti autori di successo: la trilogia.
Il Testamento di Satana (Die Wächter der Teufelsbibel, 2008) è quindi il secondo episodio di una trilogia che, onestamente, può benissimo in seguito trasformarsi in tetralogia, pentalogia e via dicendo: il bello della storia passata è che ha materiale per romanzi infiniti.

Come si evince dal titolo originale (“I custodi della Bibbia del Diavolo”) più che di un testamento (che comunque c’è) in questo romanzo di largo, larghissimo respiro si raccontano le vicende non solo dell’appropriazione ma anche dell’uso della terribile Bibbia che il Diavolo ha lasciato agli uomini.
Ricordiamo che il Codex gigas è un testo medievale realmente esistente – blindato nella Biblioteca Reale di Stoccolma – un tomo enorme (da cui il nome latino) difficile da trasportare e da consultare, che raccoglie una Bibbia e molti altri testi ma che è passato alla storia per una sola particolarità: è l’unica Bibbia in assoluto ad avere un’intera pagina dedicata da un ritratto di Satana. Ovviamente questa peculiarità ha acceso le fantasie per secoli, dando vita a varie storie e leggende (che vedremo in un futuro speciale degli Pseudobiblia dedicato alla Teufelsbibel).

La bellissima e intraprendente Polyxena von Lobkowicz (per gli amici Diana!) appartiene al casato di Pernštejn, il nome anche del castello in Moravia dove la Bibbia del Diavolo è giunta dopo le peripezie raccontate nel precedente romanzo. La donna fa rubare (al prezzo di sangue non suo) l’oggetto tanto ambito perché vuole decifrarlo ed usarlo per conquistare il potere. Il precedente proprietario, l’estroso e deviato Rodolfo II, non era in grado di usare al meglio quella Bibbia: Diana invece ha imboccato la strada giusta.

«Gli uomini devono credere in qualcosa. Non si può credere nella scienza. Dio però si è ritirato, e l’insegnamento di Cristo è diventato una perversa dottrina di vecchiacci affamati di potere. Restituirò all’umanità la fede, la fede nell’unica potenza che fin dalla notte dei tempi ha avuto a cuore il destino dell’uomo, cercando di portarlo dalla sua parte».

Va ricordato che gli eventi si svolgono nel 1612, non solo all’alba di una lunga guerra (quella in seguito chiamata Guerra dei Trent’anni) ma anche in un tormentato periodo di lotta all’interno della Chiesa fra cattolici e protestanti. «La Chiesa cattolica è finita. Il papa è un uomo confuso, e i suoi rappresentanti più importanti sono già tutti passati alla vera fede».
In questo contesto il Codex gigas può contenere un’arma potente per le mani di chi sarà in grado di essere così ardito da leggere, decifrare ed usare il Testamento di Satana.

Tra personaggi realmente esistiti – come la spietata Diana: «Il codex le scorre nel sangue» si dirà di lei – e invenzioni letterarie – come Wolfgang, «esperto nel far ritrovare la fede», novello custode della Bibbia del Diavolo – il romanzo spazia per territori forse inusuali per la letteratura a cui siamo abituati: l’Est europeo del Seicento è un territorio affascinante e spietato, denso di avvenimenti rutilanti che sembrano nati per finire in un romanzo.
Cosa ci riserverà dunque Dübell nel terzo episodio della saga, Die Erbin der Teufelsbibel (“L’erede della Bibbia del Diavolo”), edito nel 2010 in patria? Non resta che attendere il lavoro della Piemme Editore.

Annunci
 
Lascia un commento

Pubblicato da su marzo 7, 2016 in Note

 

Tag:

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: