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[Un libro, una storia] L’ombra dello scorpione

29 Feb

Stephen King - L'ombra dello scorpione [Bompiani 1990-06]L’estate per me è sempre stato il periodo delle grandi letture, in entrambi i sensi: sia quantitativo (libri grossi) che qualitativo (libri importanti). Tra le letture dell’estate 1991 mi è particolarmente cara quella del romanzo-fiume “L’ombra dello scorpione” (The Stand, 1978) di Stephen King.
La copertina riportata è firmata, come tutte quelle del periodo, da Aurelia Raffo.

L’edizione appartiene alla collana “I Grandi Tascabili Bompiani” n. 43 (Anno V) del 1° luglio 1985, ma è una XI ristampa del giugno 1990. È un tomone di sole 684, e dico “sole” perché – scoprii un paio di anni dopo – è solo la versione ridotta del romanzo originale di King!
Quando uscì in Italia la versione estesa, con addirittura personaggi soppressi in questa, iniziai a leggerla ma era davvero un’impresa ardua: ero ormai cambiato e King non aveva per me l’importanza primaria che invece nel ’91 aveva ancora.

L’ho iniziato il 17 agosto 1991 e l’ho finito il 14 settembre successivo, cioè negli ultimi 29 giorni di quell’estate. (Per me l’estate finiva con l’inizio della scuola, mostro orrendo che infestava i miei incubi giornalieri.)
Avevo eletto a “luogo di lettura” una poltrona-letto di casa non particolarmente comoda, ma non c’erano molti punti per “sbracarsi” a leggere. Curiosamente dopo quei 29 giorni non ricordo di essersi mai più messo lì a leggere: solo oggi ci faccio caso…

Ero schiavo di King e anche questo libro ovviamente lo adorai, gettandomi ogni giorno nella lettura affondando in quella scomodissima poltrona, costretto ad assumere le pose più impensabili. Ma in realtà sin da bambino tendo involontariamente a posizionarmi in modi assurdi durante la lettura. Come se il corpo reagisse alla concentrazione della mente.

Ricordo molte sensazioni e grande piacere nella lettura, ma onestamente la trama mi sovviene solo per larghissimi capi. L’essere vasta forse non ha aiutato a fissarmisi in mente. Temo di dover ammettere che più che il contenuto del libro ciò che ho amato è stato tutto il contorno: il relax del periodo non scolastico, la tranquillità dello stare in poltrona immerso in un autore che adoravo… Ecco, ricordo con piacere questo, più che il libro in sé.

L.

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8 commenti

Pubblicato da su febbraio 29, 2016 in Note

 

8 risposte a “[Un libro, una storia] L’ombra dello scorpione

  1. Cassidy

    febbraio 29, 2016 at 6:53 am

    Uno dei miei libri preferiti, non di Zio Stevie, di sempre. Letto anche io per la prima volta un estate, anzi, divorato! King prima distrugge il mondo, poi lo ri organizza in fazioni, con personaggi che diventano degli amici, un vero capolavoro 😉 Cheers!

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    • Lucius Etruscus

      febbraio 29, 2016 at 7:28 am

      Dovrei rileggerlo, lo ricordo meno di altri King che ho letto all’epoca, ma non ci sono più le estati di una volta..m

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  2. Ivano Landi

    febbraio 29, 2016 at 7:51 am

    E’ il mio secondo preferito di King dopo IT. Ed è anche l’opera che ha modificato la mia considerazione dello scrittore, i cui libri precedenti non mi avevano entusiasmato. Mi sembra di averlo letto nel 1983 o inizio 1984 e doveva essere la versione ridotta perché era la prima in assoluto ad apparire in Italia, con copertina rigida e sovracopertina.

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    • Lucius Etruscus

      febbraio 29, 2016 at 7:54 am

      IT sicuramente è un capolavoro ma ne ho altri, nella mia personale classifica, prima di questo, sebbene sia stata una splendida lettura. Visto che dovrei avere le date di lettura, magari ci scappa uno schema etrusco-kinghiano 😀

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  3. pirkaf76

    febbraio 29, 2016 at 9:32 am

    Lo lessi anch’io in età adolescenziale.
    Ebbe un impatto così forte su di me, che me lo portavo a scuola e lo leggevo durante le ore di lezione, mentre ero in tavola a pranzare o cenare, ed anche quando non potevo leggerlo ero proiettato con il pensiero verso quel romanzo.
    Ancora oggi sono combattuto nonostante siano passati ventanni, se il Deus ex Machina finale sia un tocco di genio dell’autore o una mossa meschina per uscire dall’impasse in cui aveva ficcato i personaggi.
    In ogni caso parliamo di un romanzo tra i miei preferiti di sempre. 🙂

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    • Lucius Etruscus

      febbraio 29, 2016 at 9:53 am

      Purtroppo non ricordo il deus ex machina che citi, però condivido la voglia di leggere un libro appassionante in ogni momento del giorno. Al liceo avevo costruito coi Lego un leggio che mi reggesse il libro aperto mentre mangiavo, e quando ho cominciato a lavorare ogni mia giacca aveva una tasca predisposta per avere sempre appresso un tascabile 😉

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  4. Infinity Sciocco

    febbraio 29, 2016 at 11:15 am

    Lettura estiva post-scolastica anche per me!
    Lo ricordo in modo sorprendentemente piacevole, probabilmente il primo romanzo post-apocalittico che abbia affrontato…
    Anche io ricordo la storia in generale e le singole questioni di alcuni personaggi, ma ammetto che, volendo, una rilettura sarebbe veramente azzeccata e benvenuta 🙂

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    • Lucius Etruscus

      febbraio 29, 2016 at 11:21 am

      All’epoca avevo già letto molti racconti di fantascienza della golden age, con civiltà da post-olocausto, ma anch’io direi che quella era la prima storia di “apocalisse in diretta” che leggevo.
      Noto che è stata una lettura estiva per molti: in fondo era il periodo migliore per leggere libroni così grossi ;-

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