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[Un libro, una storia] Grandi Storie di SF 1

15 Feb

Grandi Storie Fantascienza 1L’estate del 1990 è una di quelle estati che gli scrittori trasformano in romanzi, piena di tanti avvenimenti importanti per me e così densa di avvenimenti che mi sembra durata anni, invece che una manciata di settimane…
Compagno appassionato di quel periodo è stato un libro che ha lanciato una consuetudine: per molti anni a seguire avrei associato l’estate a scorpacciate di fantascienza! Il libro è in realtà un’antologia storica: Le grandi storie della fantascienza 1, contenente racconti apparsi originariamente nel 1939.

Il lungo ciclo di antologie curato da Isaac Asimov e Martin H. Greenberg è stato più volte stampato, ma in famiglia cominciammo ad acquistarlo regolarmente quando nel 1989 la Bompiani l’ha ristampato in libreria. La consuetudine era che prima li leggeva mio padre, segnandomi i racconti particolarmente belli, poi arrivavo io… andando sul sicuro.

Quel 18 luglio 1990 iniziai dal primo racconto dell’antologia, il mitico e intramontabile Io, Robot: la storia che regalò grande successo ai fratelli Earl ed Otto Binder (che si firmavano con lo pseudonimo collettivo Eando Binder) e che l’anno dopo un editore impose ad Asimov come titolo di una sua antologia robotica destinata a cambiare per sempre il genere. (Asimov specifica che lui non voleva prendere quel titolo già famoso, ma non ebbe voce in capitolo.)

Quel racconto era una semplice versione robotica del Frankenstein di Mary Shelley, ricalcato quasi fedelmente – robot creato che si sente diverso e si interroga sulla vita umana, mentre i paesani arrivano coi forconi in mano – e quando i due fratelli crearono un ciclo di racconti che ho letto dieci anni dopo – Adam Link, Robot – non hanno dato il meglio di sé, anzi…
Eppure quel giorno del 1990, in un appartamento preso in affitto per l’estate, Io, Robot mi stregò profondamente e mi lasciò un germe che nel 2015 mi ha portato a scrivere Gynoid. A forma di donna: un saggio digitale dedicato alle donne robot.

A parte la “marchetta”, passai quell’estate con le 500 pagine di questa antologia, leggiucchiando e sfogliando, amando autori degli anni Trenta che però mi sembrarono a me tanto vicini.

L.

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Pubblicato da su febbraio 15, 2016 in Note

 

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