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[Un libro, una storia] Carrie

14 Dic
Copertina di Aurelia Raffo

Copertina di Aurelia Raffo

In un tempo remoto, in una galassia lontana lontana, la grandezza dei libri era decisa dalla storia: se l’autore aveva bisogno di cento pagine, il libro era di cento pagine; se gliene servivano 200, quelle si prendeva e così via. Il crollo del mercato librario ha portato le case editrici a pretendere dagli autori solo volumi enormi, altrimenti non si rientra anche solo del costo della carta: i romanzi da cento pagine sono ormai un ricordo lontano.

Un ricordo di un periodo in cui Stephen King non era nessuno ma aveva una storia da 170 pagine da raccontare: una storia dal titolo “Carrie“. Appena riscosso un minimo d notorietà, il numero di pagine è cresciuto verticalmente…

A Natale del 1991 ero un diciassettenne da qualche mese totalmente innamorato di Stephen King, conosciuto non tanto per i suoi film ma perché da almeno un anno vedevo mio padre divorare rapito i suoi romanzoni: trovato in libreria Carrie, fresco di ristampa Bompiani, mi pappai in un lampo quel piccolo gioiellino.
Tra il 24 e il 25 dicembre 1991 mi sono divorato un libro di 170 pagine: un record, per i miei tempi di lettura dell’epoca.

In casa non si vedevano film horror quindi solo molto tempo dopo ho potuto vedere il film omonimo di Brian De Palma del 1976, Carrie: lo sguardo di Satana, che conoscevo giusto sotto forma di qualche spezzone visto negli speciali di Ciak in TV: come mi succede SEMPRE, il film mi lasciò freddo, perché era una versione semplicistica del romanzo. Ancora non sapevo che l’unico modo per apprezzare un film tratto da un romanzo – almeno per i miei gusti – è vederlo PRIMA di leggere l’originale.
Di Carrie 2: La furia (1999) e Lo sguardo di Satana: Carrie (2013) credo sia meglio non parlare e osservare un minuto di raccoglimento per operazioni così fallimentari.

Da bravo adolescente, capii perfettamente ogni turbamento di Carrie, ogni odio verso i compagni di scuola bastardi – tutti ne abbiamo avuti, tutti ne avranno sempre – capii perfettamente il sentirsi sempre fuori luogo, sempre sbagliato, sempre inadatto. Ogni parola di quel libretto – con in copertina gli occhi disegnati da Aurelia Raffo che ti fissavano l’anima – era perfetta e se King avesse scritto una sola pagina di più avrebbe distrutto l’incanto.
Quel Natale del 1991, io e Carrie facemmo amicizia, e da allora un pezzo di lei è sempre con me…

L.

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4 commenti

Pubblicato da su dicembre 14, 2015 in Note

 

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4 risposte a “[Un libro, una storia] Carrie

  1. Cassidy

    dicembre 14, 2015 at 7:32 am

    Un libro bellissimo, ripescato dalla monnezza dalla moglie di King, che aveva gettato il manoscritto, hai ragione, davvero tanto, in così poche pagine, un librone, anche se è un librettino 😉 Cheers!

    Liked by 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      dicembre 14, 2015 at 8:04 am

      Si può essere dannatamente incisivi in sole 100 pagine, ci sono tanti esempi, ma ormai il mercato vuole i tomoni che annacquano tutto. Peccato…

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  2. Denis

    dicembre 14, 2015 at 2:40 pm

    A me il film non dispiace mi ha fatto tanto pena Sissy Spacek,pensa che c’è l’agente Lewis di Robocop che fa un servizietto a John Travolta,purtroppo la scuola è un riflesso in piccolo della stessa società,comunque e vero per i libri lunghi e una tendenza che hanno preso anche i film ,di King ho Insomnia ma faccio fatica a leggerlo troppo descrittivo per miei gusti (700 pagine)

    Liked by 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      dicembre 14, 2015 at 2:52 pm

      Non ho più letto nulla di King dopo il ’93, perché ho fatto il pieno (circa 22 romanzi in tre anni!) e mi ha saturato: 700 pagine di King non riuscirei più a reggere, temo…

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