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Misobiblia. Un’altra libreria nella polvere

25 Nov
Vedran Smailović suona l'Adagio di Albinoni tra le rovine della Libreria Nazionale di Sarajevo (1992)

Vedran Smailović suona l’Adagio di Albinoni tra le rovine della Libreria Nazionale di Sarajevo (1992)

Oggi ho scoperto con rammarico che un’altra libreria di quartiere è finita nella polvere, sostituita dal miliardesimo negozio di vestiti.
Parlo di una libreria “fighettosa”, con solo nuove uscite e mille cianfrusaglie che ormai le librerie vendono per rimanere a galla, ma non è servito: l’Avanzata dell’Armata dei Vestiti è inarrestabile.

Questo mi fa ricordare un’altra libreria, che però venne salvata dai suoi clienti.

Sono cresciuto nel quartiere Appio-Tuscolano di Roma, una zona popolare tra le più ampie ed abitate della Capitale. Prendete la popolazione media di una piccola città italiana… e racchiudetela in un unico quartiere! Una massa inarrestabile di persone… ed UNA UNICA libreria.
Cento milioni di miliardi di negozi di vestiti – che su via Appia o via Tuscolana raggiungono prezzi da Quinta Strada di New York – ma una sola libreria.

Si chiamava “Tuttilibri” ed era l’unico punto di riferimento della massa infinita di abitanti del quartiere: i libri di scuola potevi pure ordinarli in cartoleria, ma qualsiasi libro ti servisse c’era solo un negozio nel raggio di venti o trenta chilometri.
Negli anni Ottanta cercarono di farla fuori: non so se perché il contratto di affitto era scaduto o per quale altro motivo, comunque si sparse nel quartiere la notizia che “Tuttilibri” chiudeva.

Con un gesto di solidarietà e civismo degno della migliore fiction, tutti i clienti – e parlo di una quantità spropositata di persone – firmarono un appello esposto in libreria: non potevano toglierci l’unica negozio di quel genere ii un quartiere così grande.
Anch’io bambino firmai – o forse ricordo male, ma di sicuro firmarono i miei genitori – e col petto gonfio d’orgoglio imparai una bella lezione: uniti, si vince sempre.

Imparai poi un’altra lezione: tante persone che non contano un cazzo, quando si uniscono e firmano una petizione… contano un cazzo al quadrato! E, amici della matematica, un cazzo al quadrato vale esattamente… un cazzo!
“Tuttilibri” ha chiuso perché al proprietario non fregava assolutamente nulla dei nostri buoni propositi: aveva il miliardesimo negozio di vestiti da aprire e guadagnare soldi a palate. Ma per fortuna un centinaio di metri più avanti era fallito un cinema porno, il Diana. (In realtà credo che il Diana fu il cinema “normale” in cui vidi Gremlins ma poi fallì e divenne il President esclusivamente porno, che durò poco.)
“Tuttilibri” si trasferì ed andò così ad occupare il cinema porno: credo sia l’unica libreria al mondo ad avere la forma di un cinema! Che io sappia è ancora lì…

Cosa abbiamo imparato, bambini all’ascolto? Che firmare petizioni non serve a una mazza, perché i vestiti vendono e i libri sono immondizia che non alza un euro.
Volete cambiare il mondo? Smettetela di comprare quei cazzo di vestiti ogni settimana della vostra vita e ogni tanto comprate un cazzo di libro.
Ora potete andare in pace…

L.

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3 commenti

Pubblicato da su novembre 25, 2015 in Note

 

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3 risposte a “Misobiblia. Un’altra libreria nella polvere

  1. theobsidianmirror

    novembre 25, 2015 at 7:59 pm

    Una sola libreria nell’arco di trenta chilometri? Possibile? Stiamo parlando di Roma, mica di un villaggio sperduto in mezzo al deserto del Mojave… comunque non ho capito.. quella libreria ha chiuso definitivamente oppure ha traslocato altrove?

    Liked by 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      novembre 25, 2015 at 8:09 pm

      Per fortuna si è liberato il cinema porno così “Tuttilibri”, cacciata a pedate dal vecchio proprietario, si è potuta semplicemente trasferire un po’ di numeri avanti nella stessa strada. (Strada che, tra parentesi, è la via Appia, cioè una delle più storiche vie italiane!) L’ampiezza del cinema ha permesso di creare una libreria bella grande… ma, ripeto, unica nel raggio di chilometri!
      Roma è un paesino di campagna con milioni di abitanti, tutto qui. Durante la mia adolescenza ho visto biblioteche chiudere una dopo l’altra, per incuria o disinteresse, e per frequentarle dovevo andare sempre più lontano, sempre più lontano… Ora è rimasta una a San Giovanni (però credo di avere più libri io, in casa mia!) e qualcuna microscopica nascosta in posti sconosciuti. Parlo sempre del quartiere Appio-Tuscolano che è vasto e immensamente popolato. Però vogliono tutti solo ed esclusivamente vestiti…

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