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[Un libro, una storia] Lo straniero

16 Nov

Albert Camus - Lo stranieroDopo essere stato per anni nella biblioteca di casa, agli inizi dei Novanta venne scartato e dato via: così questa edizione Bompiani 1973 (XXIII ristampa!) de Lo straniero (L’Étranger, 1942) di Albert Camus uscì dalla mia vita senza che io sapessi neanche cosa fosse.

Passa qualche anno e a Natale del ’95 muore mio zio. Durante le lunghe ed estenuanti giornate in cui la famiglia è riunita… scopro nella biblioteca del defunto questo libro. Lo riconosco, lo apro e leggo distrattamente la prima frase. «Oggi la mamma è morta.» Non riesco a smettere e in poche ore lo divoro tutto, finendo schiavo del romanzo e di Camus, che inizio a studiare e ad amare visceralmente.
Lo straniero ha trovato un modo contorto per catturarmi…

Camus mi è stato accanto in giorni di grandi cambiamenti e di profonda angoscia, con i suoi romanzi e i saggi e le pièce teatrali – che negli anni immediatamente successivi ho divorato avidamente – ha saputo prendere i rottami che avevo dentro e usarli per costruire qualcosa. Non sarà stato un palazzo di lusso, ma almeno era più di semplici rottami.

Leggere Lo straniero era come parlare con se stessi: sapevo tutto, perché già faceva parte di me senza che me ne rendessi conto. E quando nel 1997 la BUR ha presentato in italiano La morte felice – romanzo misconosciuto che può considerarsi la “prima versione” de Lo straniero – il piacere fu moltiplicato.
Nella prima versione Camus era più diretto nelle sue negazioni, mentre ne Lo straniero anche le negazioni sono negate: nel primo caso ti spiega perché il protagonista è immobile, nel secondo… non ce n’è bisogno. Cosa c’è di meglio dell’immobilità per spiegare l’immobilismo?

Quella fine del 1995, da cui ormai sono passati vent’anni, Camus mi fece fermare, anzi: mi immobilizzò. Così che potessi distruggere gli ultimi mattoni rovinati della mia vita, prendere le macerie e usarle per costruire altro. E in quella parete che issai… ci sarà sempre una nicchia per Camus…

L.

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Pubblicato da su novembre 16, 2015 in Note

 

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