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Tecnologia libraria 16. Profezie sbagliate

11 Nov
Marshall McLuhan, che negli anni '70 vaticinò la morte del cartaceo in favore dell'audio

Marshall McLuhan, che negli anni ’70 vaticinò la morte del cartaceo in favore dell’audio

Malgrado pochissimi in Italia sappiano leggere e non tutti conoscano la stessa lingua italiana, il Novecento si apre con un continuo decreto di morte per il libro.
Ormai le tirature dei quotidiani sono molto alte e più di un profeta vaticina che il libro è destinato a scomparire.

A difenderlo è Gabriele D’Annunzio, che testimonia come l’editoria abbia saputo mantenere in vita il suo prodotto abbassando sempre di più i prezzi e la qualità: si sente l’amarezza dietro questo… Il libro è salvo, ma a quale prezzo?

Vent’anni dopo Guillaume Apollinaire profetizza la morte del libro, «all’alba dei mezzi nuovi che sono il cinema e il fonografo».
La voce sostituirà la carta, dunque, e negli anni Settanta questo concetto viene ripreso e professato da un celebre sociologo, Marshall McLuhan, che vaticinò la morte dello scritto (medium freddo) di fronte alla parola trasmessa (medium caldo).

Hanno sbagliato tutti: TUTTO è morto… perché si è trasformato in digitale. Cinema, fonografo, giornali, radio e libri: tutto è diventato digitale e solamente in questo formato continua ad essere fruito.
Quale sarà il destino di ciò che rimane del “reale”, lo racconteranno gli storici futuri…

Giunge al termine questa panoramica, sperando comunque di riuscire a trovare nuovi “nostalgici” da segnalare.

L.

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2 commenti

Pubblicato da su novembre 11, 2015 in TecnoLibri

 

2 risposte a “Tecnologia libraria 16. Profezie sbagliate

  1. theobsidianmirror

    novembre 11, 2015 at 2:56 pm

    …e tutti vissero felici e contenti, insomma. Poi giunse il giorno che tutti i contenuti si sarebbero trovati gratis in rete e nessun autore avrebbe più avuto convenienza a creare contenuti. E venne la fine di tutto.

    Liked by 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      novembre 11, 2015 at 3:03 pm

      ahahah anche senza essere così catastrofici bisogna ammettere che il medium “digitale” è diventato il maggior veicolo di contenuti dei vari corrispettivi “reali”. Acquistare film, libri o video on line è più veloce e spesso più facile: se le case editrici lo capissero, sarebbe già ora più conveniente comprare che “rubare”, invece fanno le furbacchione e ottengono solo di scavarsi la fossa. 😛

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