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[Un libro, una storia] Tre camerati

02 Nov
In copertina: "Metropolis" (1937) di George Grosz

In copertina: “Metropolis” (1937) di George Grosz

Come ho letto il mio primo romanzo di Erich Maria Remarque già l’ho raccontato tempo fa. In quella primavera del 1988 feci la conoscenza anche di quel curioso genere chiamato “fantascienza” (con la mitica antologia Alba del domani a cura di Asimov) e quell’estate ero pronto ad iniziare il mio viaggio con Tex Willer, che mi avrebbe accompagnato per molti anni a seguire.
Intanto fermentava in me il germe di Remarque.

Ero un assiduo frequentatore dell’edicola sotto casa, non i classici chioschi bensì un grande negozio che fondeva giornalaio, libreria, cartoleria e giocattolaio. C’era di tutto in quel negozio, e sin da bambino entrarci significava mettere piede in Paradiso.
In quella primavera 1988 cominciai a “puntare” un Oscar Mondadori che stava lì in vetrina, e per la prima volta in 14 anni di vita provavo un sentimento a me sconosciuto: volevo comprare un libro!

Leggere ormai non era più la “scocciatura” di quand’ero bambino, mi piaceva moderatamente… ma da qui a spendere soldi per i libri… non esageriamo! Finché i libri li trovo in casa va bene, ma la magrissima paghetta settimanale serve per i Masters of the Universe – pupazzi che conservo ancora e ho schedato nel mio blog Myniature – non per i libri!

Invece quell’Oscar Mondadori provocava in me una calda sensazione, una pressante voglia di comprarlo!
Era un libretto morbido e dai colori accattivanti, fatto con quella carta porosa e morbida che poi è totalmente scomparsa dalla nostra editoria – che ha preferito quella robaccia lucida che sembra un catalogo di negozio! – e non so quante volte l’ho sfogliato, lì in vetrina, godendo del morbido abbraccio delle sue pagine.
I proprietari del negozio mi hanno visto nascere, quindi non si lamentavano se sfogliavo libri o fumetti: anche perché con tutti i soldi che la mia famiglia spendeva in quel negozio s’erano fatti il jet privato!

Edizione americane del 1954

Edizione americane del 1954

Alla fine cedetti alla tentazione e spesi quelle 8.000 lire. Potrei dire che oggi equivalgono a circa 4 euro, ma non rende l’idea. In un’epoca pre-Newton Compton i libri costavano uno sproposito, e 8.000 lire era davvero un prezzo ottimo… però uno dei pupazzi dei Masters costava 9.500 lire… Insomma, comprare quel libro significò un piccolo passo dall’infanzia dei pupazzi all’adolescenza dei libri…

Il libro era – ed è, visto che lo conservo ancora sì come reliquia! – Tre camerati (Drei Kameraden, 1937) di Erich Maria Remarque, Oscar Narrativa n. 529 (Oscar 391) del 20 marzo 1972 (IV ristampa del maggio 1987), che ho letto dal 2 al 30 luglio di quell’anno. Tra i miei ricordi più cari ci sono quelli dei pomeriggi passati sul balcone di una casa al mare – in cui degli amici di famiglia ci ospitavano – dove la lettura di Remarque si accompagnava spesso a generosi bicchieroni di gelato al caffè.
Uno scenario simile, di beato relax estivo, di sicuro mal si accosta alla trama del libro – la vita sofferta di un reduce della Prima guerra mondiale che si ritrova in un Paese in ginocchio dove nulla vale più, neanche la vita umana. Le immagini dei protagonisti che vanno a comprare il pane con borse piene di soldi – data l’enorme svalutazione che ogni giorno rendeva carta straccia ogni banconota – mi sono rimaste dentro così come lo stile remarquiano, i cui protagonisti sono sempre sconfitti ma mai vinti.

Three ComradesUna curiosità. Nel 1938 la statunitense Metro-Goldwyn-Mayer ha prodotto Three Comrades, film tratto da questo romanzo la cui sceneggiatura è stata adattata per lo schermo niente meno che da Francis Scott Fitzgerald. Bocciato dalla censura fascista, il film I tre camerati arriva in Italia solo nel dopoguerra, precisamente dal 28 marzo 1944.
Nel 1971 la RAI ha iniziato a girare uno sceneggiato italiano – ed ecco perché gli Oscar Mondadori ripresentano il romanzo nel 1972 – che però inizierà ad andare in onda solo dal 9 ottobre 1973.
Si tratta di produzioni rarissime e credo siano davvero pochi gli italiani che abbiano potuto vederle: anche se mi capitassero tra le mani, non le vedrei assolutamente. Lo stile di Remarque è totalmente incompatibile con il mezzo cinematografico, soprattutto se si tratta di una classica “americanata”.

L.

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2 commenti

Pubblicato da su novembre 2, 2015 in Note

 

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2 risposte a “[Un libro, una storia] Tre camerati

  1. Ivano landi

    novembre 2, 2015 at 7:22 am

    E’ sempre bello leggere di questi racconti. Anche la mia vita di lettore di libri è iniziata in edicola, anche se molti anni prima, nel 1967. Avevo sei anni allora e ogni domenica acquistavo un volumetto cartonato della collana di libri per ragazzi della Mondadori “La stella d’oro”. Prezzo: 250 lire.

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