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[Un libro, una storia] Il deserto dei Tartari

26 Ott

Buzzati_DesertoCi sono persone che ti sono vicine per decenni ed è come non ci fossero, altre che ti si avvicinano per un attimo e ti arricchiscono per sempre. Così è stato in un anno particolarmente intenso della mia vita, il 1999, quando ho girato vari posti di lavoro e conosciuto un’infinità di persone. Si chiama Antonio – non ricordo assolutamente il cognome – ed era un signore distinto di una cinquantina d’anni (forse ne aveva di più o di meno, non so assolutamente stabilirlo a memoria). Il primo dei suoi figli, quello più problematico, aveva quasi la mia età (avevo 25 anni) e credo sia stato questo a stimolare in lui una certa simpatia.

Che un cinquantenne si metta a parlare di libri con un 25enne è assai difficile, semplicemente perché NESSUNO parla di libri. Anni fa ho partecipato ad un festival letterario pieno di editori e scrittori e lettori: NESSUNO parlava di libri o di scrittura in generale, quindi perché bisognerebbe farlo nella vita quotidiana? A Roma, poi, capitale dell’Ignoranza con la A maiuscola…

Lavoravo in una casa editrice come “responsabile iconografico”, roboante espressione che usavano per tenermi buono a una paga base e non sempre puntuale, mentre Antonio era nel settore pubblicità, o qualcosa del genere. Non ricordo altro di lui se non le belle chiacchierate che facevamo quando dal secondo piano – l’Olimpo dell’amministrazione con le poltrone in pelle umana – scendeva a riprendere fiato tra noi mortali. Antonio era di quelle persone nate “di classe” che non hanno bisogno di dimostrarlo, come fanno invece i buzzurri che vogliono sembrare di classe, quindi parlava tranquillamente con me anche se era evidente l’abissale differenza sociale tra di noi. Lui era un distinto signore della Roma bene, io ero uno straccione dell’Alberone, tra i quartieri più popolari della città, eppure sin dal primo giorno ci fu una bella amicizia.

Tra le mille discussioni di libri, uscì fuori che non avevo letto Il deserto dei Tartari (1940) di Dino Buzzati, autore che conoscevo solo perché al liceo mi era stato dato un tema su un suo stupendo racconto, Le mura di Anagoor.
Un giorno mi convinse a vederci fuori dall’ufficio – già allora ero un orso asociale – per presentarmi i suoi librai di fiducia: purtroppo non ricordo assolutamente nulla della libreria in cui mi ha portato, è una di quelle storiche dei quartieri bene. Cioè è una di quelle librerie che ti serve un’ora per raggiungere perché sono in quartieri così bene che non ci arrivano i mezzi pubblici e non c’è parcheggio neanche se t’ammazzi. E’ una libreria che ti devi conquistare…

Il 31 luglio 1999, come dimostra una mia scritta (a matita, ovviamente) sulla prima pagina del libro, ho acquistato il celebre romanzo di Buzzati nell’edizione Oscar Mondadori Classici Moderni n. 24 (novembre 1989). Ben 13.000 lire di spesa – per i più giovani, circa 6,50 euro – in una biblioteca prestigiosa che sicuramente mi avrà scambiato per un barbone.

Il libro l’ho letto dal 7 al 15 agosto di quell’anno, amando ogni singola parola di uno degli immensi capolavori della letteratura, e quando quell’estate mi è capitato di rivedere Antonio, oltre a ringraziarlo infinitamente del consiglio gli ho chiesto una dedica sul romanzo: volevo impreziosire quell’edizione economica con la firma di chi me l’aveva consigliata.
Non ricordo se in quel momento non ci fosse una penna disponibile o se semplicemente poi ci siamo dimenticati entrambi la firma, ma come mi succede sempre con le persone importanti nella mia vita… non ho più rivisto Antonio, ho dimenticato per sempre il suo cognome e di tutta questa storia mi rimane l’amaro di una dedica mancata, che avrei molto amato, e una scritta di mio pugno sulla prima pagina del libro: «Comprato su “insistenza” di Antonio».

L.

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2 commenti

Pubblicato da su ottobre 26, 2015 in Note

 

2 risposte a “[Un libro, una storia] Il deserto dei Tartari

  1. Cassidy

    ottobre 26, 2015 at 7:21 am

    Questo tuoi racconti di vita e di libri sono fantastici, più o meno come questo libro, capolavorone senza sterzo 😉 Cheers!

    Liked by 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      ottobre 26, 2015 at 7:31 am

      Ti ringrazio, ne sto approfittando per rispolverare un po’ di memorie di persone e di libri. Le persone purtroppo svaniscono, rimangono solo i libri a ricordarcele.

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