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Tecnologia libraria 12. Donne lettrici

14 Ott
"La Marchesa de Pompadour" (1756) di François Boucher

“La Marchesa de Pompadour” (1756) di François Boucher

Inizia il Settecento e si assiste ad una nuova rinascita del libro: accanto ad iniziative rivoluzionarie come l’Encyclopédie di Diderot e d’Alembert – venduta molto più all’estero che in patria francese – e ad altri libri costosi e pregiati, si afferma il mercato dei libri a basso costo: i “libri blu”, così chiamati perché le copertine erano fatte con la carta da zucchero.

Per la prima volta nella storia i libri sono letti anche da un tipo davvero particolare di persone: le donne!
Il successo del format “romanzo” è indiscutibile e in tutta Europa poeti e filosofi capiscono ben presto che per guadagnare bisogna anche scrivere narrativa: Jean-Jacques Rousseau scrive Nouvelle Héloïse e Goethe scrive I dolori del giovane Werther. Il successo è travolgente in tutta Europa: che sia vero o meno, nasce la leggenda di folle di giovani che si suicidano seguendo l’esempio del Werther di Goethe, tanto è piaciuto il suo romanzo.

I nostalgici hanno pane per i loro denti: tutti questi lettori sono davvero in grado di capire quanto leggono? Questa moda del leggere, non è in fondo solo un capriccio passeggero che rovina il pregio del mondo letterario? Non parliamo poi dei romanzi, che non sono altro che storielle per servette…
Così il poeta Giambattista Roberti nel 1770 può lamentarsi: «oggimai i cattivi libri da ogni banda inondano le nostre italiane contrade».

Per approfondire: Accademia della Crusca, L’editoria italiana nell’era digitale (2014)

L.

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4 commenti

Pubblicato da su ottobre 14, 2015 in TecnoLibri

 

4 risposte a “Tecnologia libraria 12. Donne lettrici

  1. theobsidianmirror

    ottobre 14, 2015 at 6:51 am

    la leggenda secondo la quale esistevano folle di giovani suicidi ispirati da Goethe è forse il primo esempio di marketing editoriale… l’antesignano della fascetta con la frase di Stephen King che annuncia di aver scoperto il suo erede!

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    • Lucius Etruscus

      ottobre 14, 2015 at 7:08 am

      Quale battesimo migliore per il neonato romanzo? A dimostrazione che quando a pubblicità “spinge”, il prodotto si vende. Visto che le case oggi spingono solo un libro l’anno, ecco che non stupisce che non vendano… Servirebbe una nuova ondata di Werther 😛

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  2. librini

    ottobre 20, 2016 at 5:02 pm

    Donne che leggono… Vergogna!

    Liked by 1 persona

     

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