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[Un libro, una storia] Niente di nuovo sul fronte occidentale

12 Ott

Lancio questa iniziativa a chiunque voglia replicarla: Un libro, una storia.
Cioè il racconto di come siamo giunti alla lettura di un libro particolarmente importante della nostra vita.
Ecco la storia del mio incontro con Niente di nuovo sul fronte occidentale (Im Westen nichts Neues, 1929) di Erich Maria Remarque.

Remarque1«Devo leggere un libro di una che si chiama Maria Remarque»: così esordii quel gennaio del 1988, tornando a casa da scuola. Avevo 14 anni e facevo la terza media, e la maestra aveva dato il peggiore dei compiti: leggere un libro a casa. Che orrore incommensurabile!
Non ero un fan della lettura ma già mi ero un po’ “sciolto”. Facevo un sacco di storie quando i miei mi obbligavano a leggere, ma poi bastavano due parole di Jules Verne ed ero completamente rapito.
A Natale del 1987 avevo ricevuto in regalo la biografia di Bruce Lee e un libro sul ninjutsu – che erano le mie due vere grandi e infinite passioni – e quei due testi rimasero per molto tempo sul mio comodino: ora mi toccava interrompere per questa Maria Remarque?

Scoperto che era un uomo, e non una donna, mi ritrovai tra le mani un libretto degli Oscar Mondadori (n. 30, XIII ristampa, gennaio 1987, trad. di Stefano Jacini) dalla copertina inquietante – firmata dal celebre illustratore di origini ungheresi Ferenc Pintér – che parlava di ragazzi in guerra. Lo odiavo con tutto me stesso, ma quel 29 gennaio 1988 – ho tutto registrato! – esattamente un giorno dopo aver finito Un capitano di 15 anni di Verne, mi toccò iniziare la lettura.

Siamo a riposo, nove chilometri dietro il fronte. Ci hanno dato il cambio ieri; oggi abbiamo la pancia piena di fagioli bianchi con carne di manzo, e siamo sazi e soddisfatti.

No, non era proprio Jules Verne, neanche L’isola del tesoro di Stevenson. Per carità, gli anni Ottanta non erano mica i Duemila, i ragazzini potevano morire e lo facevano abbondantemente, da IncompresoI ragazzi della via Paal, quindi per me era normale leggere storie di morte: semplicemente quella non l’avevo scelta e quindi la odiavo.
Lessi quelle prime righe due o tre volte, impuntandomi sul fatto che non le capivo: un semplice capriccio per cercare una scusa per non leggere oltre.

Come potete facilmente immaginare, già alla seconda pagina ero conquistato e Remarque colpì duro e a fondo: dopo 23 giorni di lettura – che era il mio tempo medio dell’epoca – la mia vita era cambiata.
Non sono più riuscito a leggere Verne: ora volevo qualcos’altro da un libro, ero cambiato io pur senza rinnegare una sola meravigliosa riga lette del grande Jules. Remarque era diventato il mio nuovo scrittore preferito, quindi dovrò tornare a parlarne…

L.

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9 commenti

Pubblicato da su ottobre 12, 2015 in Note

 

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9 risposte a “[Un libro, una storia] Niente di nuovo sul fronte occidentale

  1. Cassidy

    ottobre 12, 2015 at 9:06 am

    Concordo con te, librone che dovrebbero leggere tutti 😉 Cheers!

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  2. theobsidianmirror

    ottobre 12, 2015 at 11:57 am

    Questo è uno dei primi libri giunti in mio possesso un milione di anni fa o forse due. Era un’edizione scolastica anni Settanta, una di quelle edizioni di narrativa con un milione di note a margine. Ricordo che quando avevo circa dieci anni mia zia mi regalò un po’ di libri che appartenevano a mia cugina, di dieci anni più grande di me. Tra quei libri c’era appunto questo Remarque. Mia zia mi disse che, siccome la cugina aveva finito la scuola, e che a lei non servivano più. Ho il tremendo sospetto che mia zia stesse compiendo un atto di misobiblia e che mia cugina fosse del tutto ignara di tale atto. Oggi, a quarant’anni di distanza, non oso ormai più chiederglielo….

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    • Lucius Etruscus

      ottobre 12, 2015 at 12:06 pm

      Se misobiblìa c’è stata, è finita bene perché i libri sono finiti in mano tua ^_^
      Tempo fa su bancarella ho trovato un’edizione del romanzo molto simile a quella che citi: è delle Edizioni Scolastiche Bruno Mondadori del 1974, ma si tratta di una ristampa del 1982. Anche questo è appartenuto a una scolara che poi non sapeva che farsene: una certa Romina… Sarà mica tua cugina? 😀

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      • theobsidianmirror

        ottobre 12, 2015 at 6:09 pm

        … e qua si vede il fiuto di Marlowe! Bravo! Indovinato! Si tratta proprio delle Edizioni Scolastiche Mondadori. Edizione originale 1974.
        PS: Quella tizia non è mia cugina! (anche perché la mia copia non finirà mai su una bancarella.. a meno che non mi venga offerta una spudorata somma di denaro).

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      • Lucius Etruscus

        ottobre 12, 2015 at 6:12 pm

        E’ incredibile, ma in tanti anni di bancarelle non mi è mai capitato di beccare un Remarque! Questa edizione scolastica è l’unica chicca: a voler essere ottimista, direi che chi ha una copia di un suo libro la conserva…

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