RSS

Pseudobiblia Western: libri falsi di frontiera

06 Ott

From Noon Till ThreeIl grande gioco degli pseudobiblia, i “libri falsi” inventati per esigenze narrative, non conosce ostacolo di genere ed è stato usato da storie western che all’apparenza poco hanno di letterario.
Eccone una panoramica.

Nel 1973 Frank D. Gilroy pubblica il romanzo “From Noon Till Three” (inedito in Italia): forse è la fama di drammaturgo e sceneggiatore (più che di romanziere) o forse è il fatto che la storia sembra cucita addosso al “romantico duo” d’attori composto da Charles Bronson e la moglie Jill Ireland, comunque nell’agosto del 1976 vede la luce la versione cinematografica del romanzo, “Da mezzogiorno alle tre” (From Noon Till Three), sceneggiata e diretta da Gilroy stesso. (Per vedere splendide foto di scena del film, rimando al mio blog Il Zinefilo.)
Il film può sembrare un western ed inizia anche come tale, ma poi diventa in tutto e per tutto una storia in cui un libro acquista talmente tanto potere da modificare la realtà: come in un racconto fantastico degli Trenta o comunque una delle opere che si basano su pseudobiblia, la pellicola racconta l’inevitabile crollo della realtà di fronte alla fiction, alla finzione letteraria.

1976 From Noon Till Three 04Graham (Charles Bronson) e la sua scalcinata banda di fuorilegge stanno cavalcando verso una città per rapinarne la banca. Perdono un cavallo lungo la strada, e si fermano presso una casa per chiedere (o meglio, rubare) un cavallo per continuare il viaggio. Amanda (Jill Ireland), che lì vive sola, tiene fronte ai banditi, e Graham non ha il coraggio di forzarla: aver perso il cavallo e i sogni funesti che lo perseguitano lo convincono a rimanere a casa della donna mentre i banditi continuano verso la città.
Nella casa, inaspettatamente, i due vivranno ore felici, arrivando addirittura ad innamorarsi. Giungono notizie funeste, però, dalla città: la rapina è finita in un bagno di sangue, e alcuni banditi stanno ancora fuggendo. Amanda convince Graham che deve salvare i suoi amici, quando invece lui non ne ha affatto voglia. Riconosciuto come appartenente alla banda, Graham riesce a sfuggire scambiando gli abiti con un tizio che gli assomiglia.
Troppo tardi scopre che quel tizio aveva una taglia sopra la testa, e Graham si vedrà costretto a passare i seguenti anni in carcere, per crimini non commessi.

34Mezzogiorno2Credutolo morto, Amanda commuove tutto il Paese col racconto del suo amore per il bandito, una love story sbocciata “da mezzogiorno alle tre”.
Viene avvicinata da uno scrittore che le propone di trasformare in romanzo quella storia: “Da mezzogiorno alle tre” racconta esattamente quanto finora esposto, e diventerà in brevissimo tempo un bestseller di fama mondiale!
Il successo è così travolgente – nove ristampe in brevissimo tempo! – che giunge perfino in carcere, dove Graham scopre così l’accaduto. Appena uscito ovviamente raggiunge Amanda per svelarle che non è affatto morto, che finalmente possono coronare la loro storia d’amore.
A sorpresa, la donna lo respinge e il povero Graham dovrà vedersela con un nemico invincibile: la finzione letteraria!

Vetrina con le copie del romanzo "Da mezzogiorno alle tre"

Vetrina con le copie del romanzo “Da mezzogiorno alle tre”

Il Graham del romanzo, infatti, non assomiglia in niente al Graham in carne e ossa. «È stato l’uomo più bello che abbia mai incontrato» dice Amanda: che speranze ha l’attempato e consumato galeotto di riconquistare il cuore della donna?
Tutto il mondo si è commosso al pensiero che un amore sbocciato in poche ore abbia avuto esito tanto tragico quanto quello dei più grandi classici della letteratura, e anche se alla fine la donna si rende conto che chi ha davanti è veramente l’uomo che amò anni prima, vuole lo stesso che egli se ne vada. «Dobbiamo separarci per far sì che il nostro amore, che molti paragonano a quello di Romeo e Giulietta, possa essere d’ispirazione per le generazioni future.»
1976 From Noon Till Three 03A nulla varranno le intenzioni serie dell’ex bandito: vuole andare a Boston a fare il banchiere e far vivere dignitosamente la donna come sua moglie… come può competere quest’immagine con l’amore tragico e immortale del romanzo? Di fronte ad un aut-aut, Amanda rimane fedele alla fiction: si uccide per evitare di infangare la leggenda che ha costruito, assurgendo a mito letterario.
A Graham non resta che penare nel limbo dell’irrealtà reale: nessuno crede che egli sia chi afferma d’essere, perché ora esiste solo il personaggio letterario, un gentiluomo altissimo e bellissimo. Finirà i suoi giorni in un manicomio, convinto com’è d’essere quel Graham che in realtà – purtroppo – è realmente.

Malgrado il film non sia fra i più riusciti, il rapporto con la finzione letteraria è dei migliori, e oserei dire che anticipa alcuni temi – con le dovute cautele – de “Il seme della follia” (In the Mouth of Madness, 1994) di John Carpenter, dove è un libro a creare la realtà che fa impazzire il protagonista.
Il rapporto fra il vero Graham e il suo corrispettivo letterario può essere espresso citando il geniale titolo di Lorenzo Tinti “Uomini e tòpoi” (Bibliomanie.it n. 7, 2006), delizioso gioco di parole fra il romanzo “Uomini e topi” di John Steinbeck e i tòpoi, gli archetipi letterari. Il Graham tòpos è un bandito dal cuore d’oro, un fuorilegge che segue i propri princìpi e vive secondo le proprie regole, che ama con ardore e passione, «l’uomo più bello che abbia mai incontrato»: come può un reale uomo qualsiasi competere con quest’immagine? Di sicuro il vero Graham non può, e rimane vittima di una realtà dove la gente preferisce credere alla sua immagine piuttosto che alla sua vera natura – uno sbandato, spettinato e baffuto, che per sedurre una donna le fa credere d’essere impotente.

C’è ancora da dire sul rapporto tra pseudobiblia e western.

«Hai mai letto un libro intitolato “Inferno in Eldorado”?»
«Letto? Ma se l’ho scritto io! […] Era uno schifoso Western.»

Questo dialogo è tratto dal romanzo di fantascienza “Marziani, andate a casa!” (Martians, Go Home!, 1955) del celebre Fredric Brown. Il protagonista della storia, Luke Devereaux, è uno scrittore di fantascienza che ha la sfortuna di essere perseguitato da dei marziani scocciatori giunti sulla Terra solo per dannare l’anima agli uomini: non lo abbandonano mai e lo fanno arrivare sull’orlo della follia.
Ovviamente non può più scrivere, con questi omuncoli verdi che lo disturbano, ma non è un problema: «La fantascienza è morta e sepolta – è il lapidario giudizio del suo editore. – La gente, in questo momento, desidera soltanto sfuggire a tutto ciò che è extraterrestre. Ne ha fin sopra i capelli dei Marziani. Ma legge ancora, e c’è stata una grande ripresa delle storie del mistero e una ancora più grande dei Western.»
76_MarzianiA sorpresa il povero Luke, che non riusciva proprio a scrivere qualcosa di fantascientifico, grazie al vecchio “Inferno in Eldorado” – che gli verrà ristampato in una nuova collana di romanzi di genere – torna in sella (è il caso di dirlo!).
Vale la pena di riportare il processo creativo nella nascita del titolo del nuovo romanzo western di Luke:

Per un Western non era necessario trovare un titolo eccezionale. Tanto per indicare il soggetto e far capire che si trattava di un Western. Qualcosa come “Fucili attraverso il confine” o “Fucili attraverso il Pecors”. Era deciso per quello che riguardava “Fucili attraverso…” soltanto non voleva scrivere un’altra storia sul confine (già “Inferno in Eldorado” era stata una storia di frontiera), e lui non sapeva niente sul paese dei Pecos. Meglio scegliere qualcosa in Arizona; aveva viaggiato parecchio in Arizona e avrebbe potuto descriverla molto meglio. Che fiumi c’erano in Arizona? Hmmm, il Piccolo Colorado, ma era troppo lungo. Il nome, non il fiume. E La Trota, ma “Fucili attraverso la Trota” sarebbe sembrato sciocco. Ecco, adesso c’era. La Gila. “Fucili attraverso la Gila” sarebbe stato un ottimo titolo.

Una volta modificato il proprio nome in Luke Devers, le dita possono cominciare a battere sulla macchina da scrivere: «Mentre Don Master si avvicinava alla figura che lo aspettava sul sentiero, la figura si rivelò essere un uomo dagli occhi cattivi, che teneva in mano un fucile e…» E un nuovo pseudo-western è nato!

Nella lunga saga del telefilm “I Robinson” sono molti i personaggi che si sono alternati intorno alla famiglia di Bill Cosby: malgrado sia apparso in soli cinque episodi (uno dei quali solo come voce!), dal 1987 al 1991 il protagonista ha avuto come vicino di casa un certo Jeffrey Engels, niente di meno che uno scrittore di romanzi western.
Interpretato dal prolifico e simpatico caratterista Wallace Shawn, nell’episodio “Il capriccio pasticcio” (The Moves, 6×24, 1990) l’impacciato Engels verrà aiutato a conquistare una donna manager: un obiettivo talmente ardito che per l’occasione lo scrittore pensa di indossare un ridicolo parrucchino per sembrare più giovane…

Jeffrey Engels (Wallace Shawn), scrittore di romanzi western nella serie TV "I Robinson"

Jeffrey Engels (Wallace Shawn), scrittore di romanzi western nella serie TV “I Robinson”

Per far colpo con la donna, Cliff accenna al fatto che Engels ha appena pubblicato un nuovo romanzo: “Corna lunghissime d’arredo”. Malgrado il titolo non sia accattivante, la donna manager sembra colpita, e una volta saputo che lo scrittore usa lo pseudonimo di Buck Laroue la donna esplode: «No! Lei è lo stesso Buck Laroue che ha scritto “Cinque proiettili per Billy”! Il suo è un libro meraviglioso, magnetico: per me è un vero piacere e un onore conoscerla. Di solito non leggo western, ma un giorno un mio collega d’ufficio me l’ha prestato. Il libro è così rude che spesso mi sono chiesta come poteva essere il suo scrittore.» Questo ovviamente mette in imbarazzo l’impacciato e mingherlino Engels. «Continuavo ad immaginarmi un cowboy alto, slanciato, con sei pistole appese al cinturone e che cavalca nel ranch!»
«Il guaio è – risponde lo scrittore, – che sono allergico a tutti i cavalli!»
La battuta mette fine all’incontro: Engels non si sente a proprio agio con parrucchino e un vestito (troppo) sgargiante che lo fa assomigliare ad un clown: decide che deve essere se stesso e se ne va, mentre l’episodio finisce in fretta e furia.

76_EliCashUn altro autore di romanzi western davvero particolare lo ritroviamo nel 2001 all’interno della squinternata famiglia di geni (anche se non è un consanguineo) che formano “I Tenenbaum” (The Royal Tenenbaums). Il film dal cast eccezionale è scritto e diretto da Wes Anderson, ma come co-sceneggiatore risulta anche Owen Wilson, che si ritaglia il piccolo ruolo di un autore di western dal lessico molto ricercato.

I grilli e gli scarafaggi della ruggine si sparsero nel cespuglio di sabbia. Vámonos, amigos, sussurrò lui e gettò il frusticolo di cuoio rotto sulla trama allentata del sellacchio, e cavalcarono verso il fuminoso crepuscolo»: non sembra un linguaggio da rude cowboy!

Eli Cash è un professore assistente di letteratura inglese al Brooks College che si è accorto di avere talento come romanziere. Il brano appena citato è tratto dal suo secondo romanzo, “Old Custer”, che gli ha procurato un’incredibile fama. «Tutti sanno che Custer è morto a Little Bighorn – racconta Eli a un giornalista. – La tesi avanzata da questo libro è che… forse non è così».
L’unica voce fuori dal coro è quella di Margot Tenenbaum, che ha stroncato il libro con una sua recensione. «Voglio farti una domanda – gli chiede Eli. – Perché scrivere una recensione per dire che l’autore non è un genio. Tu pensi che io non sia un genio?» Va ricordato infatti che i Tenenbaum sono nati tutti geni, mentre invece Eli ambisce solo ad esserlo, soprattutto per conquistare il cuore di Margot.

Eli Cash (Owen Wilson), autore western che tende alla genialità

Eli Cash (Owen Wilson), autore western che tende alla genialità

Comunque il successo di “Old Custer” continua imperterrito, ed Eli viene invitato ad una trasmissione televisiva con esiti disastrosi. «Il suo romanzo precedente, “Wildcat” – gli chiede l’intervistatore, – non è stato un successo: perché?»
Non è una domanda che metta a proprio agio lo scrittore, che stenta a rispondere. «Ebbene, “Wildcat” non è stato è stato scritto in uno stile obsoleto, vernacolare…» Qui Eli si blocca: comincia a ripetere «Wild… cat…» finché non si alza e se ne va dalla trasmissione, in evidente stato confusionale.

76_OldCusterAl di là delle stranezze del suo autore, il passaggio citato del suo romanzo ha avuto un successo che esula dal film: l’incipit originale di questo testo (The crickets and the rust beetles) è divenuto un tormentone in Rete! Blog, siti e profili personali amano citarlo, ed è strano che qualcuno non abbia pensato di scrivere sul serio “Old Custer”.

Diciamocelo, Owen Wilson ha il perfetto physique du rôle del cowboy, e paradossalmente anche dello scrittore western: due anni dopo l’esperienza dei Tenenbaum, infatti, ritroviamo Wilson nei panni di uno scrittore nel selvaggio West!
Due cavalieri a Londra” (Shanghai Knights, 2003) di David Dobkin è il meno fortunato sequel del divertente “Pallottole Cinesi” (Shanghai Noon, 2000). In entrambi i film al mattatore Jackie Chan è stato affiancato Owen Wilson per controbilanciare la coppia, nel ruolo dello scapestrato Roy O’Bannon: il sequel vede Chan divenuto addirittura sceriffo di Cansas City, mentre dell’amico non sembra esserci traccia…

76_Roy2Appena arrestato l’ennesimo malvivente, Chan vede il proprio vice ridere mentre è impegnato nella lettura. Interrogato su cosa stia leggendo di così divertente, la risposta lo lascia perplesso:

Oh, “Roy O’Bannon contro la Mummia”. È incredibile, Roy ha fatto fuori tutta l’armata di soldati confederati zombie della Mummia usando solo un unico proiettile. Roy ha valutato bene la fisica del canyon, e poi ha fatto in modo che il proiettile rimbalzasse sulle pareti e trafiggesse il cuore degli zombie.

Un western davvero… weird, non c’è che dire!
«E dov’era Shanghai Kid?» chiede Chan che rivendica la paternità del personaggio che fa da spalla alle avventure del Roy O’Bannon letterario.«Oh, lui era già stato catturato a pagina dieci – risponde il vice, – mentre lucidava le pistole di Roy. Ma state tranquillo, Roy lo salverà prima che venga usato per un sacrificio umano.»
Lo sceriffo è indignato: «Tutte quelle storiacce sono inventate!» Ma il vice difende le proprie letture leggendo dalla quarta di copertina: «L’autore Sage McAllister ha basato tutti i suoi racconti su testimonianze dirette»!

Owen Wilson che interpreta Roy O'Bannon che interpreta Sage McAllister

Owen Wilson che interpreta Roy O’Bannon che interpreta Sage McAllister

Ovviamente dietro la finta barba e i capelli bianchi dell’improbabile McAllister si cela proprio Roy O’Bannon che, dilapidato il patrimonio acquisito nel primo film, si è riciclato autore di romanzi fanta-western.
Purtroppo nel film questo elemento non viene più affrontato, se non in un breve passaggio.

Ricordi in “Roy O’Bannon contro la Mummia” il re degli zombie mi è sfuggito mentre lo inseguivo nella tomba del farone? Perché c’era un passaggio segreto dietro la sfinge!

Più che western sembra un romanzo fanta-horror-avventuroso!

Si conclude questo viaggio tra entità letterarie davvero poco note e molto rare: gli pseudobiblia western.
Non è escluso che il viaggio un giorno possa continuare: se vi vengono in mente altri titoli, non esitate a segnalarmeli!

L.

Annunci
 
10 commenti

Pubblicato da su ottobre 6, 2015 in Pseudobiblia

 

Tag:

10 risposte a “Pseudobiblia Western: libri falsi di frontiera

  1. Cassidy

    ottobre 6, 2015 at 5:25 am

    Meraviglia! Sei passato da Charlie Bronson ai Robinson… Giù il cappello! Ovviamente da cowboy 😉 Cheers!

    Liked by 1 persona

     
  2. Mala Spina

    ottobre 6, 2015 at 7:31 am

    Di tutti questi film ho visto solo “Due Cavalieri a Londra” e “pallottole cinesi” X-D
    Comunque le idee di Roy O’bannon erano fantastiche!

    Liked by 1 persona

     
  3. Ivano Sato

    ottobre 6, 2015 at 10:42 am

    Splendido articolo Lucius. Ti segnalo “James W. Latimer, a gentleman outlaw” di J.C. Eberhart presente nel numero 12 di Ken Parker. Pseudobiblia con sorpresa… Terrò gli occhi aperti per altre segnalazioni 😉

    Liked by 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      ottobre 6, 2015 at 10:52 am

      Ohhhh bravo! Come vedi mi sono focalizzato sui film (a parte Brown che è un libro) ma la tua chicca è il primo gradino per il futuro speciale “Pseudobiblia western a fumetti”: inizia la caccia ^_^

      Mi piace

       

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: