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[Pseudobiblia] Cheaper by the Dozen

07 Ago

Cheaper_by_the_Dozen_2003Ci sono libri che esistono… che poi diventano pseudobiblia, come se l’esistenza in questo mondo andasse loro stretta e preferissero trasformarsi in “libri falsi”.

Cheaper by the DozenIl romanzo Cheaper by the Dozen esiste ed è stato scritto nel 1948 dai fratelli Frank Bunker Gilbreth jr. ed Ernestine Gilbreth Carey, che hanno raccontato in forma di fiction le imprese dei propri genitori Frank e Lillian Gilbreth alle prese con dodici figli nell’America degli anni Venti.
Il successo del romanzo lo porta subito ad Hollywood dove diventa il film “Dodici lo chiamano papà” (Cheaper by the Dozen, 1950) di Walter Lang, e questo attira l’attenzione degli editori italiani: la Bompiani infatti lo stesso anno porta il romanzo in libreria con lo stesso titolo del film e la traduzione di Maria Martini Ferri. Paola Mazzarelli invece lo ritraduce per un’edizione illustrata Einaudi del 1994 con il titolo “Sconto comitive“.

Dodici lo chiamano papà è una classica commedia hollywoodiana dove l’eccentrico papà Frank (Clifton Webb) dispensa a chiunque i suoi insopportabili consigli e i bambini sono i classici finti bambini cinematografici.

"Dodici lo chiamano papà" (Cheaper by the Dozen, 1950) con Clifton Webb, Myrna Loy

“Dodici lo chiamano papà” (Cheaper by the Dozen, 1950) con Clifton Webb, Myrna Loy

Le mode cambiano e Hollywood sforna un nuovo film nel 2003 con la regia di Shawn Levy – giunto in Italia come “Una scatenata dozzina“. Stavolta il papà Tom (interpretato dal celebre comico Steve Martin) è semplicemente il buono-frescone che i bambini-pesti mettono sotto i piedi in ogni momento. Malgrado partano da uno stesso romanzo e da un evento comune – il trasloco verso una casa più grande – i film vanno in direzioni diametralmente opposte: non è più un padre buono ma inflessibile che guida la famiglia verso la vita bensì un padre succube che subisce quotidianamente gli umori variopinti di figli viziati, tanto che il remake si chiude con la famiglia che ritorna alla casa originaria, annullando i sogni e le speranze del padre.

scatenataDove porta tutto questo? Al fatto che il remake del 2003 inserisce una divertente variante.
La madre è sempre stata pura tappezzeria, sia nel primo che nel secondo film, ma qui hanno aggiunto una curiosità: Kate Baker (Bonnie Hunt) non è più la psicologa del romanzo originale bensì una scrittrice. E indovinate come si intitola il suo primo libro? Esatto: Cheaper by the Dozen, il racconto di due genitori alle prese con dodici figli.

Negli anni Quaranta sono i figli a scrivere un romanzo in cui raccontano la vita con i genitori, mentre nel Duemila avviene l’esatto contrario, anche se solo nella finzione cinematografica: a testimonianza di come sia cambiato l’equilibrio dei poteri nella famiglia, nell’immaginario collettivo.

L.

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Pubblicato da su agosto 7, 2015 in Pseudobiblia

 

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