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Odiare i libri. Bancarelle (3)

15 Lug

segretissimo

Già ho parlato delle bancarelle librarie nei pressi della Stazione Termini di Roma, storica rivendita di libri usati che sta lì da tempi immemori.
Per una di quelle “cessioni in blocco” che fanno pensare alla morte del collezionista – di cui parlavo ieri – un giorno scopro che una delle bancarelle minori del gruppo, gestita da un simpatico metallaro che di solito vende più dischi in LP che libri, possiede un tesoro di “libri infranti”.
Facendo capolino in una scatola poggiata sul marciapiede lurido, scopro un gran numero di vecchi “Segretissimo” Mondadori.

Come già ho detto, questa collana storica – l’unica di spy-action-thriller rimasta in Italia dopo una deflagrante esplosione del genere negli anni Sessanta – non se la caga nessuno. A chiacchiere è molto apprezzata, ma a parte un ristrettissimo (issimo issimo) gruppo di appassionati è in realtà ignorata da chiunque.
A parte i libri del compianto Gérard de Villiers – che misteriosamente gli italiani comprano a vagonate da 50 anni malgrado non ne parli nessuno – e a parte alcuni titoli chiccosi, i romanzi di “Segretissimo” non li vuole nessuno, nessuno li legge e nessuno li vuole in casa.
Le copertine di Carlo Jacono fanno esultare tutti ma guai a tenerli in casa.

Dunque il povero metallaro bancarellaro aveva in realtà una scatola piena di libri inappetibili, che difficilmente avrebbe venduto al prezzo più che onesto di 1 euro. Non aveva i romanzi di SAS né quelli degli italiani sotto copertura (gli unici che valgano qualcosina) bensì una vagonata di tutto il resto.

Non resisto e inizio a ravanare, e vorrei comprare tutto perché adoro le collane che nessuno si caga. Sono autori che nessuno ha mai letto né leggerà, titoli che non sono famosi e personaggi del tutto dimenticati.
Sono lì che sudo perché fa caldo, e sto scomodo: sono accucciato su questa maledetta scatola in mezzo al marciapiedi, costretto a scansarmi quando i passanti beoti si dimostrano intenzionati a passarmi addosso.
Ogni tanto mi tiro su con le gambe perché mi formicolano, e con un fazzoletto fermo il sudore che sta per inondare i libri nella scatola.
Sono lì che smucino cercando di scegliere qualche chicca – magari un “Segretissimo” con un racconto in appendice, o magari con degli articoli di approfondimento a fine volume – quando mi si avvicina il metallaro, tutto contento che qualcuno stia vagliando quella merce, e mi gela con una frase terribile: «Se ne vuoi altri, sono dentro».

Maledetto: avevo quasi finito quell’inferno e invece me ne apre un altro!
Non resisto: metti che trovo una super-chicca? Mica posso lasciarmela sfuggire così…
Seguo le indicazioni del metallaro ed entro “dentro”. Cioè nel retro della bancarella, largo esattamente quanto le mie spalle.
Sono lì, con un pesantissimo zaino sulle spalle, pieno di altri libri, con una temperatura vicina ai 30 gradi e 100% di umidità. Sono chinato su due enormi scatole sciabordanti “Segretissimo” completamente incastrato nello stretto retro di una bancarella. Che vende anche musica. Ma anche quintali di porno…
Le scatole di libri pesano uno sproposito, non c’è spazio per spostarle quindi sono costretto ad allungarmi e frugare con una mano, mentre con l’altra cerco un appiglio non sporco di chissà cosa.
Intanto dalle pareti mi guardano decine di DVD porno, che mi circondano e mi sovrastano. Ci sono donne con cani, cani con uomini, cani con cani… ma che fine hanno fatto le coppie che “fanno l’amore”?
È buio, là sotto, e le copertine di Carlo Jacono si fondono con immagini di donne incinte montate da strane forme di vita. Non distinguo più i titoli, non ne riconosco manco uno. Autori stranieri mi ballano davanti senza che riesca a decidermi se possano interessarmi. Non posso neanche sfogliare i libri per scoprire racconti o saggi.
Il caldo opprimente e i pancioni delle pornodive incinte, con e senza cani al seguito, mi portano vicino al collasso: non so quanto sono rimasto sepolto vivo là sotto, ma so che ho comprato un mucchio di “Segretissimo”.

A parte la ventina di titoli che gli ho preso io, dubito che il metallaro sarà riuscito a venderne molti altri. Tempo dopo sono ripassato e le scatola era ancora sul marciapiede: voglio vedere dove lo trova un altro pazzo che gli si infila nel retrobottega a smucinare libri tra donne incinte a pecorina…

A dire che l’odore della carta è insostituibile sono capaci tutti, ma quando siete circondati da libri inutili che puzzano di muffa e urina, e dovete compiere decine di scelte di Sophie per decidere quale comprare e quale lasciare a morire lì, allora riparliamo del rapporto tra cartaceo e digitale…

L.

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3 commenti

Pubblicato da su luglio 15, 2015 in Note

 

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3 risposte a “Odiare i libri. Bancarelle (3)

  1. Ivano Sato

    luglio 15, 2015 at 9:26 am

    Potrei inserire una segnalazione dell’articolo sul mio blog. Devo solo mutare un po’ il titolo di una rubrica già esistente…
    Il Pupo e… l’Altro: Lucius in “Gestazione canina di un bibliofilo”, ovvero “Segretissimo contro il metallaro tentatore e la zoofilia gravidica”

    Liked by 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      luglio 15, 2015 at 10:07 am

      Ahahahah volevo parlare delle condizioni penose in cui i bancarellari costringono gli avventori, ma sono andato un po’ fuori tema ^_^
      Sarebbe un onore finire in una rubrica lotofaga 😉

      Mi piace

       
  2. Ivano Sato

    luglio 16, 2015 at 5:01 pm

    La tua descrizione può apparire surreale, ma è realistica al 100%. Quando cerchiamo qualcosa in quei budelli di carta, noi diventiamo oggetto di studio non solo per i cercatori di “altro”, che ci guardano come se fossimo degli insetti in ceca di un posto caldo e umido dove compiere una metamorfosi, ma anche per tutte quelle copertine pepate che ci osservano mute e nude… 😉

    Liked by 1 persona

     

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