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Odiare i libri. Bancarelle (2)

14 Lug
Splendente bancarella di libri: peccato non siano tutte così

Splendente bancarella di libri: peccato non siano tutte così

Come giustamente mi fa notare Ivano Satos, sta estinguendosi l’abitudine di un tempo secondo cui, un attimo dopo la morte di un collezionista, i parenti hanno già mollato tutti i suoi libri alla prima bancarella disponibile, preferendo la nuova moda del gettarli direttamente nel cassonetto. (Almeno usano quello differenziato.)
Tutti odiano i libri cartacei, e se siete figli di collezionisti li odiate ancora di più: molto spesso ho trovato su bancarella volumi accomunati da elementi che tradivano una provenienza comune. A volte un delizioso ex libris, figlio d’altri tempi, o nel migliore dei casi la firma del proprietario con tanto di data.
Di quelli che io chiamo “libri infranti” ho parlato qui.

Non so se vi è mai successo di accarezzare i libri appartenuti ad un collezionista morto: sentite un grande dolore racchiuso in quelle pagine perfette, in quei volumi conservati con amore e dedizione prima che gli infami parenti arrivassero come rapaci a distruggere tutto ciò che aveva valore per il defunto.
È davvero una brutta vibrazione quella che fuoriesce da quelle pagine: quello che io sono, tu lo sarai. Questo è il memento mori che risuona nell’aria: i libri che ora raccogli un giorno andranno di nuovo persi, perché un amante dei libri è più facile sia circondato da odiatori di libri piuttosto che da altri amanti come lui.

In questi momenti vorresti che il bancarellaro usasse un minimo di rispetto nel gestire le vestigia di grandi passioni: non dico di venerare i libri, ma almeno di trattarli da libri
Avete mai visto un venditore di ceramiche che sbatte di qua e di là la sua merce? No, perché così facendo la rovinerebbe e non la venderebbe più. Invece chi vende libri, e a chiacchiere si lamenta che non ci sia più il culto della lettura, tratta la propria merce come carta straccia, fastidiosa e ingombrante.
I libri li gettano qua e là, li stropicciano, li piegano, li stringono in posti assurdi, li fanno stare al sole e alla pioggia, li buttano ovunque tranne che in un posto adatto a loro. E la quasi totalità delle bancarelle di libri usati è posizionata in acquitrini o in terreni comunque disagiati: se sei così pazzo da sfogliare libri usati su bancarella, allora devi stare più scomodo possibile!

Non parlo delle bancarelle di rese e giacenze di magazzino, che sfoggiando alti prezzi mettono a proprio agio gli avventori: parlo dei luridi “Tutto a 1 euro” dove mi sono sporcato le mani, affondando nel fango o ferito i piedi. Perché ho bazzicato anche una bancarella disposta su una pietraia piena di sassi appuntiti…
Non c’è che dire: l’odio dei bancarellari per i libri è pari solo all’odio per chi li compra.

L.

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5 commenti

Pubblicato da su luglio 14, 2015 in Note

 

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5 risposte a “Odiare i libri. Bancarelle (2)

  1. theobsidianmirror

    luglio 14, 2015 at 6:42 am

    Mi ricordo infatti di un episodio avvenuto lo scorso anno, credo a Bari, e finito sui giornali. Qualcuno aveva deciso di fare piazza pulita della collezione del parente defunto buttando tutto nella monezza (si parlava di migliaia di volumi). Una piccola speranza solo nel vedere quanta gente si accalcasse sull’ignobile montagna per recuperare il recuperabile

    Liked by 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      luglio 14, 2015 at 7:13 am

      Portarli alle bancarelle non conviene più, non ti danno un euro e anzi ti trattano come se fossi un barbone: il secchione della differenziata è rimasto l’ultimo rifugio dei libri infranti…

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  2. Ivano Sato

    luglio 14, 2015 at 3:56 pm

    La prima volta che feci softair, riuscii a mimetizzarmi alla perfezione dietro a un cespuglio bassissimo, almeno per me che sono alto 1,90 m. Ero accosciato, le punte dei piedi poggiate sul suolo mentre le natiche poggiavano quasi sui talloni. Un tizio dell’esercito, che era nella mia squadra, si stupì che conoscessi la “posizone del coltivatore di riso”, utilizzata solo dai vietcong, o comunque dai soldati dell’Estremo Oriente. Io gli risposi dicendo che quella posizione era del “cercatore di libri in latrinorum”, perché ti permetteva di controllare i libri dei mercatini posti nelle cloache a cielo aperto, ma senza sporcarti come un suino. Tra parentesi bisogna anche fare un buon esercizio con il tetris per evitare valanghe assassine, visto che certi mercatini sono più pericolosi degli sfasciacarrozze 😉
    Complimenti per lo splendido articolo Lucius!!!

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    • Lucius Etruscus

      luglio 14, 2015 at 4:09 pm

      Ahahah mitico aneddoto, ed hai perfettamente ragione: bisogna avere un buon addestramento per le bancarelle “tutto a 1 euro”, altrimenti si ha la peggio!
      Io un paio di settimane fa ho rischiato il collasso, a sfogliare libri sotto il sole mentre tutto il resto della merce non libraria era all’ombra: sono rimasto a pezzi fino a sera, e poi dice che sfanculi il cartaceo e ti godi il digitale comodamente in panciolle 😀

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