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Odiare i libri. Bancarelle (1)

10 Lug
Bancarelle (nel cerchio rosso) nelle vicinanze della Stazione Termini di Roma (in basso a destra)

Bancarelle (nel cerchio rosso) nelle vicinanze della Stazione Termini di Roma (in basso a destra)

Frequento bancarelle di libri da quando ho memoria, ed è esistito un tempo in cui queste erano considerate templi del sapere. Ancora oggi a due passi dalla Stazione Termini di Roma potete trovare un complesso di bancarelle strapiene di libri: qui potreste trovare grandi tesori e belle chicche… se riuscite a sopportare il forte odore di urina e avete scarpe antiscivolo, visto il fango umido che ricopre i marciapiedi della zona. (O almeno spero sia fango…)

Oggi non si chiamano più “bancarelle” ma “mercatino dell’usato” e chi ci va cerca mobili e lampade, a volte vestiti e suppellettili. Ma questa è la facciata: un buon 40% delle bancarelle che vi ho citato è invaso da filmini porno.
Lo so, tutti dicono che ai tempi di internet i DVD porno sono ormai morti: passate alle bancarelle della Stazione Termini e buttate un occhio ai fiumi di filmini venduti a 5 euro l’uno, poi parliamo di cosa è morto.
Ai venditori non piace trattare con vecchietti in impermeabile e giovani brufolosi che fanno i furbi, preferirebbero di gran lunga tornare a quando vendevano solo libri. Se parlate con loro, vi diranno che sono librai: ma vendono di tutto tranne che libri. Perché i libri non li vuole nessuno.

Chi passa per queste bancarelle si ferma estasiato ad ammirare i libri, ma quei pochi che non usano questa tecnica per avvicinarsi in realtà al settore porno rimangoni ben presto delusi.
Tutte le bancarelle puzzano di muffa con retrogusto di urina, i libri sono tenuti esposti alle intemperie, ammonticchiati su panche anteguerra, hanno le copertine “cianotiche” (parentesi scientifica: una copertina colorata esposta al sole perde subito il giallo e poi il magenta, rimanendo solamente il blu) e in generale sono massacrati.

Questi non sono difetti, perché quando trovi un libro introvabile te ne freghi di tutto, quando trovi quel titolo che vuoi assolutamente leggere non ti importa se puzza: non devi metterlo in esposizione in salotto, devi leggerlo.
Se però il bancarellaro fa il signore, e alza il prezzo come se stesse vendendo un libro invece che un mucchio di cartaccia ammuffita, allora il discorso cambia e si meritano il porno, immune alla muffa.
Se si considerano librai, perché questi signori non curano maggiormente la loro merce? Invece di stare seduti a guardare il vuoto o a chiacchierare del fatto che non si vende più come una volta, perché non spolverano i libri prima che anni di muffa li distruggano? Essere librai, per me, è anche questo…

Ho frequentato queste bancarelle ogni sabato per sette anni di fila, e la maggior parte dei libri sono rimasti nello stesso identico posto per tutti i sette anni. Perché nessuno vuole comprare libri nuovi: figuriamoci quelli vecchi e puzzolenti. Trovate sbiadite edizioni dozzinali di romanzi così belli e amati che nessuno vuole sentir citare, o di romanzi così di successo che già li hanno letti tutti e perché comprarne uno in più? Visto poi che puzza…
Eppure il flusso di passanti è alto, tanti si fermano, ma al massimo comprano un thriller cartonato, un gialletto dei soliti o – se beccate l’intenditore – qualche romanzo SF in edizione d’annata.
Il resto rimane lì, morto, tra librai e lettori a cui non interessano i libri.

L.

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11 commenti

Pubblicato da su luglio 10, 2015 in Note

 

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11 risposte a “Odiare i libri. Bancarelle (1)

  1. Infinity Sciocco

    luglio 10, 2015 at 5:39 am

    Odio e amo quelle bancarelle, per gli stessi motivi che dici: negli ultimi 2-3 anni questo marciapiede puzza costantemente di urina. Di belle chicche se ne trovano, purtroppo, sempre meno, e le copertine e le pagine sono sempre più muffe/puzzolenti/marce (chi non si è ritrovato le dita NERE dopo aver sfogliato copertine per 5 minuti?)
    Però c’è da dire che rimane sempre uno tra i miei luoghi preferiti dove passare una mezz’ora tranquilla (incurante del porno, alla fine) e, spezzando una lancia a favore dei librai, nessuno con me ha mai provato a fare il “signore”!

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    • Lucius Etruscus

      luglio 10, 2015 at 6:38 am

      Ogni volta che posso ci ripasso sempre e mi sporco sempre le mani ^_^
      Sono finiti i tempi i cui me ne andavo con buste piene di libri, ma non solo per carenza di chicche: spesso i prezzi lievitano e non posso “sfondarmi” quanto vorrei 😛

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  2. buonipresagi

    luglio 10, 2015 at 5:04 pm

    Peccato. A Genova resiste un gruppo di buone bancarelle (spesso i libri sono accuratamente avvolti nella plastica) sotto i portici di piazza Colombo, vicino alla stazione di Brignole, che dovrebbero essere una tappa fissa di chi capita da quelle parti.

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    • Lucius Etruscus

      luglio 10, 2015 at 5:09 pm

      Un tempo bancarelle simili – che cioè curavano i libri – c’erano in diversi punti di Roma, ma con il tempo si sono trasformate o in resi di magazzino a prezzi assurdi (3 o 5 euro per un libro lasciato alle intemperie!) o in rivenditori di carta straccia, dove i venditori stessi sono i primi a trattar male i libri…

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  3. Ivano Sato

    luglio 13, 2015 at 9:03 am

    I venditori di libri nuovi hanno sotituito, in molti mercatini, i venditori di libri usati. La libreria mobile come evoluzione intermedia tra libreria fissa e libreria online. Per trovare materiale vecchio e putrefatto vado nei negozi di mobili usati. Ma una nuova moda dilaga! I figli, quando muore il vecchio, gettano i libri direttamente. Da oggi in poi dobbiamo girare per cassonetti… per fortuna che hanno avuto un’educazione ecologista e li buttano nel cassonetto per la carta 😉

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    • Lucius Etruscus

      luglio 13, 2015 at 9:12 am

      Siamo ormai due gemelli separati alla nascita: anch’io ho trovato stupende chicche nei negozi di mobili usati, mentre i gestori guardavano con sospetto quel pervertito che toccava a mani nude i libri 😀
      E passo sempre davanti al cassonetto di casa mia, perché al cambio stagione molti gettano via libri in perfetto stato e io raccolgo, trovando belle chicche! ^_^

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  4. Ivano Sato

    luglio 14, 2015 at 4:02 pm

    Il fatto che siamo entrambi cresciuti in una tipografia ci rende più che gemelli… se fossimo il frutto di un esperimento? 😉

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