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Odiare i libri. Biblioteche (3)

06 Lug

gambettoIo adoro gli scacchi: sono un cane a giocare ma adoro le citzioni in ogni forma di comunicazione. Ho scritto un racconto sull’argomento – La variante di Marlowe – e gestisco un sito e un blog dedicati alle citazioni scacchistiche di ogni natura.
Così quando ho scoperto che William Faulkner ha scritto un racconto a sfondo scacchistico – Gambetto di cavallo, recentemente ristampato da Einaudi – e che la Biblioteca X ce l’aveva in catalogo, mi sono fiondato nell’edificio pubblico dedicato alla misobiblìa (“odio per i libri”).

Dopo aver disperatamente frugato in ogni dove, il libro non lo trovo sugli scaffali quindi mi ritrovo costretto a rivolgermi alla bibliotecaria.
Sfortuna vuole che sia il turno della signora arcigna che già ho incontrato altre volte: sgrano una serie di mantra tibetani, mi carico di positività zen e mi presento con un sorriso a 34 denti (me ne attacco un paio in più per l’occasione).
Saluti e baci e poi piazzo la richiesta: “Ho visto sul vostro catalogo on line che avete il libro X ma non l’ho trovato sullo scaffale: potrei sapere se è fuori in prestito e, nel caso, prenotarmi non appena torna indietro?”
Lo so, domande così assurde e ridicole non andrebbero mai poste.

La bibliotecaria mi guarda come se fossi un cane parlante. Comincia ad armeggiare col PC con la padronanza di un monco, e mentre mi sto chiedendo quale parte della mia domanda non abbia capito mi chiede di ripeterle il libro che sto cercando.
Faulkner è autore abbastanza noto, ma scopro che invece la bibliotecaria non l’ha mai sentito e ci mettiamo mezz’ora per trovarlo in catalogo. “Eccolo” esclama soddisfatta la mentecatta.
“Sì – rispondo, – in catalogo ce l’avete, l’ho già visto on line da casa mia” deficiente, vorrei aggiungere ma ovviamente non si può. “Il problema è che non lo trovo sullo scaffale: è per caso in prestito?”
Anche la seconda volta la tizia non capisce la domanda, e invece di controllare se il libro sia fuori… si alza e va agli scaffali per prenderlo.

Dopo un’altra mezz’ora la Einstein in gonnella mi guarda, con lo sguardo vacuo di uno zombie, e mi dice: “non c’è”. Curioso: un’ora prima le avevo detto io la stessa cosa…
Per fortuna arriva la bibliotecaria di sostegno, la capa dell’ebete, e prende in mano la situazione…. ripetendo esattamente le stesse inutili operazioni dell’altra.

Dopo un’altra mezz’ora, il geniale duo di bibliotecarie ha l’illuminazione divina e giunge ad una conclusione inaspettata: il libro non c’è. Ma per fortuna la capa va oltre: probabilmente il libro, che non risulta in prestito, è andato perduto… Fine del discorso.

Talmente è stato lo shock di trattare con le megere bibliotecarie che ancora oggi, a distanza di anni, non sono riuscito a leggere quel raro libro di Faulkner: una grande firma rovinata dall’odio indifferente per i libri…

L.

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4 commenti

Pubblicato da su luglio 6, 2015 in Note

 

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4 risposte a “Odiare i libri. Biblioteche (3)

  1. Marco Lazzara

    luglio 10, 2015 at 6:38 pm

    Ti capisco perfettamente. 2 anni fa sono stato in una biblioteca in un paese vicino al mio. Chiedo un libro presente in catalogo ma mancante a scaffale. Era successo che avevano appena cambiato sistema di catalogazione e non riuscivano più a trovarlo. Vabbè capita, ma niente libro.
    2 anni dopo lo prenoto on-line: non lo ricevo. Non solo non trovano i libri nella loro stessa biblioteca (e ho dato loro 2 anni di tempo), ma mi hanno mandato l’altro libro che aveva prenotato e del secondo hanno fatto finta di niente, neanche una scusa finta del tipo “è andato perduto”.
    Un’altra volta richiedo un libro che non era a scaffale e mi viene detto che è in deposito. “Perfetto, portamelo”. “Te lo possiamo prendere domani”, mi dice. “Domani?! Ma io sono qui ora! Domani devo venire apposta dalla mia città!” Incompetenti.
    Aggiungo solo che mi sono umiliato con la direttrice presentandomi di persona per riuscire a poter presentare il mio libro da loro. Niente, inutile, nonostante la conosca anche di persona. 2 mail per ricordarglielo nemmeno degnate di risposta. Un anno e mezzo dopo, con una faccia di tolla pazzesca, mi telefona per chiedermi se sono interessato a partecipare a una serata in ricordo di un autore, dove, mi dice, potrò anche dire due cosine sul mio libro. Insomma, le briciole! Ma vaff! E sono stato educato a declinare semplicemente invece di mandarla al diavolo come avrebbe meritato.
    Pazzesca certa gente che lavora nelle biblioteche.

    Liked by 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      luglio 10, 2015 at 6:46 pm

      Grazie per aver condiviso queste storie: sta uscendo fuori dal sommerso un comportamento davvero comune delle biblioteche, che cercano di allontanare lettori invece di attrarli a sé!

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  2. Marco Lazzara

    luglio 10, 2015 at 6:38 pm

    A proposito… odio wordpress. Ti fa passare la voglia di commentare sui blog.

    Liked by 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      luglio 10, 2015 at 6:45 pm

      Mi spiace per gli inconvenienti: per questo i social hanno successo, perché è più facile lasciare messaggi 😉

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