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Scegliere una tastiera

04 Mag

aitypeIntorno al 1989, all’età di 15 anni, i miei genitori mi insegnarono a comporre a dieci dita. Da allora per molti anni potevo sedermi a qualsiasi tastiera e comporre senza problemi. (Per un periodo ho dovuto alternarmi tra Mac e Windows, tra tastiere qwerty e tastiere qzerty, ed era uno sforzo mentale non indifferente, ma avevo 20 anni e potevo permettermelo!)
Negli anni Novanta chi NON usava le tastiere si divertiva ad inventarne di “ergonomiche”, con modelli strani, storti e rigonfi: tutta roba che per fortuna veniva dimenticava nell’anno stesso di messa in produzione.

Oggi il discorso è diverso, perché l’avvento dei computer portatili ha decretato l’inizio della fine per le tastiere “classiche”, e visto che sempre maggiore testi ci troviamo a scriverli su smartphone e tablet – cioè su una tastiera “virtuale” – ormai digitare a 10 dita è un’arte totalmente inutile.

Visto che sto provando a scrivere i miei testi principalmente su smartphone, la tastiera standard mi andava “stretta”, così ho provato a cercare qualche app per tastiere potenziate. I primi risultati di GooglePlay avevano commenti che non mi piacevano, così ho optato per quella di poco inferiore alle vette della classifica: Tastiera ai.type.
Sicuramente ci si deve fare l’abitudine, perché avere più funzioni significa maggiore confusione, ma è innegabile che con questa app ho a disposizione tutta la punteggiatura sulla prima schermata, senza dover passare a sotto-schermate.

Il brutto dei software e delle tastiere è che nascono tutte in paesi anglofoni: la lingua inglese ignora gli accenti e riduce al minimo ogni tipo di punteggiatura (credo che gli inglesi non sappiano cosa sia il punto e virgola!), mentre invece l’italiano ha tonnellate di segnetti e segnacci con cui infarcire ogni testo, dal più semplice al più complesso, e questo genera problemi.
La velocità di una tastiera classica – dove OGNI segno è a portata di dita, punteggiatura compresa – è stata cancellata per risparmiare spazio: ho in primo piano delle semplici lettere ma una parte ingente di un qualsiasi periodo in italiano è infarcito di segni non-letterali.

Tastiera ai.type rallenta leggermente la digitazione perché i consigli che ti dà sulle parole non sempre sono ispirati, ma ti permette segni grafici impensabili con la tastiera standard dello smartphone. (tipo le virgolette « » , fondamentali per la scrittura di un racconto.)
Un difetto per ora importante è che – al contrario della tastiera standard – non ti permette di modificare una parola alla fine. Se per esempio hai scritto CORNICONE, non ti chiederà se vuoi correggerla, così dovrai cancellare e, arrivato a CORNI, solo allora ti consiglierà CORNICIONE: la tastiera standard invece alla fine di una parola sbagliata ti permette di sostituirla senza cancellarla. Finora questo è il difetto più grave che ho riscontrato, ma è solo da venerdì scorso che la sto testando!

Vi terrò informati…

L.

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Pubblicato da su maggio 4, 2015 in Note

 

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