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Appunti tra parentesi (4)

25 Feb
Un cane scrittore o uno scrittore cane?

Un cane scrittore o uno scrittore cane?

Dove porta il discorso che sto affrontando in questi post? Che un autore selfish debba sapere tanto scrivere un romanzo quanto elaborarlo in HTML? La risposta è categorica, e cioè dipende!
Se potete permettervi di passare il vostro testo a dei professionisti che ve lo trasformano in eBook, fatelo e vivete tranquilli. Se invece siete selfish, cioè autori che affrontano in prima persona ogni singolo aspetto del proprio lavoro, che non ci guadagnano se non briciole e che quindi cercano di tenere i costi radenti lo zero, allora sarebbe preferibile un minimo di infarinatura.

È onestamente utopistico profetizzare un futuro in cui gli interessati al Selfish Publishing scrivano direttamente in HTML i loro libri o saggi, ma cercare di avvicinarsi a quella idea porta solo cose buone.
Ricordo che una pagina HTML ha la complessità che si vuole darle, nulla di più: al di là di un < head > all’inizio e un < /head > alla fine tutto il resto è rumore di fondo che si può anche ridurre all’osso. Visto che qualsiasi cosa voi scriviate in HTML sarà riconosciuta dalla maggior parte dei software grafici in ambito Windows, vale la pena almeno pensarci un po’ su.

Prendiamo questo esempio:

Capitolo 1.
Era una notte buia e tempestosa e il sole bruciava alto nel cielo,
tanto che tutti si chiedevano: – Come mai c’è il sole di notte?

Un testo semplice, senza corsivi né alcun tipo di abbellimento… Ne siete convinti?
Dopo averlo scritto, l’autore self lo invia al proprio impaginatore di fiducia e il lavoro è finito. L’autore selfish invece inserisce il testo in un qualsiasi software di grafica e si rende conto di una cosa: quel “Capitolo 1” dovrebbe essere più grande… Insomma, è un capitolo, mica è testo. E poi vorrei che apparisse nel sommario: come fare?
Sceglie dunque dal suo software grafico il foglio stile per i capitoli e il risultato gli piace: lavoro finito. Certo, perché è un solo capitolo: il mio romanzo Le mani di Madian ha circa 70 capitoli… capite che diventa una gran rottura applicare un foglio stile per 70 volte, con l’altissimo rischio di saltare qualche numero o, peggio ancora, che poi ci siano problemi nella creazione dell’.ePub e si debba ricominciare daccapo!

E poi un momento: vedo un trattino, un piccolo “-” che sta lì piccolo piccolo. Tutti sanno (o dovrebbero sapere) che non si usa il trattino per i dialoghi bensì il “trattone”: non ci sono gli automatismi di alcuni software (tipo WordPress) ad aiutarvi, per cui dovete fare tutto da soli. E se il mio romanzo ha mille dialoghi? Mi devo mettere a sostituire a mano mille trattini?
Ecco, queste riflessioni si riferiscono ad una riga di testo semplicissimo: figuratevi un romanzo o addirittura un corposo saggio pieno di riferimenti, corsivi, neretti e link.

Ripeto: se avete qualcuno che lavori per voi, ottimo, ma se siete da soli è meglio che già durante la scrittura teniate conto di alcuni fattori.
In questo caso specifico, invece del trattino “-” vi consiglio di sforzarvi un pochino: tenete premuto il tasto ALT (quello a sinistra, perché quello a destra non funziona: grazie Bill Gates!), e con la mano destra premete sulla tastierina numerica 0151 (assicuratevi che sia attivo il Num Lock, altrimenti non funziona).
ALT+0151 pianterà un bel trattone — dove inizia il dialogo, e la cosa bella è che rimarrà per sempre lì, indipendentemente dalle trascodifiche future che farete subire al vostro testo! Questo è un aiuto concreto all’autore selfish: preme cinque tasti e non dovrà mai più preoccuparsi del trattone.
Se siete pigri, potete benissimo aspettare di aver finito il romanzo e fare poi un “Cerca e Sostituisci”: cerca [spazio]-[spazio] e sostituisci con [spazio]ALT+0151[spazio]. Ma dovete essere bravi per le sostituzioni automatiche, perché se poi vi sballa qualcosa non la ritrovate più. (Piccolo consiglio che vi do, investite del tempo a diventare bravi con i parametri di ricerca, perché vi tornerà sicuramente utile.)

Possibile che un risultato così semplice si raggiunga con un processo così complicato? Sì, perché i computer vi odiano e i software vi disprezzano, e tutto il mondo digitale cerca costantemente di fottere il vostro lavoro: sta a voi scegliere se combattere in prima persona, ogni maledetto giorno, o pagare qualcuno che combatta per voi…

L.

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Pubblicato da su febbraio 25, 2015 in Note

 

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