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Appunti tra parentesi (3)

24 Feb
Mitica schermata del Commodore64

Mitica schermata del Commodore64

Come sto raccontando in questo ciclo di post, il mondo digitale è un insieme di codici di apertura seguiti dai corrispettivi di chiusura. Un autore selfish, che cioè segua personalmente ogni passaggio della pubblicazione del proprio libro digitale, deve sapere cosa sta facendo in ogni singola fase del suo lavoro: magari non gli servirà, magari potrà usare varie scorciatoie, ma sapere cosa realmente sta facendo lo aiuterà sempre.

Se io scrivo un saggio pieno di corsivi e di neretti, di citazioni e di link testuali, devo sapere che creare tutta questa roba in Word o in Open Office è totalmente inutile: nel momento in cui trascinate il vostro testo nel software per creare eBook potrebbero nascere mille problemi.
Già sento qualcuno dire che invece a lui va tutto bene e non ha problemi: buon per te, amico, ma devi sapere che ti ha semplicemente detto culo. Per citare il grandissimo Chris Rock, io posso guidare un’auto con i piedi ma questo non vuol dire che sia il sistema migliore.

10 Print “Ciao Commodore”

Chi si ricorda questa riga di comando in BASIC per il mitico Commodore64?
Era il semplicissimo comando, riportato da tutti i manuali dell’epoca, per far apparire la scritta «Ciao Commodore» sullo schermo. Si poteva fare di più:

10 Print “Quanto fa 1 + 1?”
20 Input A
20 If A = 2 then goto 30
30 Print “Risposta esatta”

Questo programmino stupidissimo (che cito a memoria, non escludo errori!) fa sì che il Commodore ti ponga una domanda (Quanto fa 1 + 1?) e se rispondi 2 appare la scritta “Risposta esatta”. Roba da elementari che però aiutava a sviluppare quello che temo oggi manchi in molti che lavorano al computer: la visione d’insieme.
Le quattro righe che ho riportato non sono slegate: ognuna va messa in ordine e deve tenere conto di quelle che la precedono e quelle che la seguono. Così poi quando arrivò il MS DOS i comandi non andavano messi a casaccio, c’era sempre una gerarchia e un ordine da seguire:

copy c:\immagini\*.jpg c:\immagini\copia

Questa semplice stringa di DOS (anche qui citata a memoria) copiava le immagini .JPG da una parte all’altra del proprio hard disk e non funzionava se si scrivevano in ordine diverso i vari elementi.
Oggi, con Windows 7, 8, 10 o che diavolo sia, tutto questo vale ancora, solo che viene tenuto nascosto sotto le “finestre”. Credo che chi voglia affrontare il selfish publishing debba almeno sapere che il suo testo non è un’idea platonica che vaga di cielo in cielo: è testo scritto con codici ASCII ed elaborato con codici HTML, qualsiasi sia il software con cui si lavora.

A seguire nuove appassionanti chiacchierate digitali…

L.

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Pubblicato da su febbraio 24, 2015 in Note

 

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