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Pseudobiblia: Non ti addormentare

17 Dic

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Non sembra ancora esserci una data ufficiale di uscita italiana per il film britannico “Before I Go to Sleep” diretto da Rowan Joffe, adattato da lui stesso dallo stupendo thriller d’esordio di S.J. Watson “Non ti addormentare” (Before I Go to Sleep, 2011. Piemme 2012), così ho pensato di parlarne in anticipo visto che nel romanzo si parla anche di pseudobiblia.

L'occhio di Christine appena sveglia (Nicole Kidman)

L’occhio di Christine appena sveglia (Nicole Kidman)

Nel mio corpo ci sono due me stesse: una è una donna di quarantasette anni, calma, educata, consapevole di quale comportamento sia appropriato e quale no, l’altra è una ragazza urlante di poco più di vent’anni. Non riesco a decidere quale sia la vera me stessa.

La trama è semplice. Christine Lucas (Nicole Kidman) dopo un incidente d’auto soffre di amnesia antero-retrograda: ogni volta che si addormenta, al suo risveglio non ricorda più nulla di ciò che è successo fino a pochi minuti prima. È una donna di più di quarant’anni – 47, viene specificato nel romanzo, e curiosamente è l’età esatta della Kidman al momento dell’uscita in patria del film! – ma i suoi ricordi si fermano a quando ne aveva venti.
Per fortuna il marito Ben Lucas (Colin Firth) le rimane accanto con amore e le spiega mille volte, ogni giorno della sua vita, cosa le sia successo. Ora però Christine ha trovato un diario, scritto di proprio pugno anche se non se lo ricorda, e scopre che qualche conto non torna: grazie all’aiuto dello psichiatra Nasch (Mark Strong) comincia a dubitare che Ben sia chi dice di essere…

Il diario cartaceo del romanzo diventa un video-diario in camera

Il diario cartaceo del romanzo diventa un video-diario in camera

Sicuramente è ispirata l’idea di sostituire il diario cartaceo del romanzo con una videocamera, così anche noi possiamo essere informati dei pensieri di Christine, però per il resto questo piccolo e breve film non ce la fa ad arrivare alle vette dell’ottimo romanzo, dove ad ogni pensiero c’è la frustrazione di dover dubitare di tutto: siamo sicuri che il diario l’abbia scritto Christine? (Domanda senza senso nel film) Siamo sicuri che questo dottore la stia aiutando veramente? Siamo sicuri che quanto le racconta il marito Ben sia vero? Ovviamente non siamo sicuri di nulla, perché tutto ciò che sappiamo ce lo racconta Christine stessa… quindi è tutto ad alto rischio di falsità.

Posai la vodka e mi rigirai il libro fra le mani. Sfiorai la copertina con le dita come se fosse un oggetto delicato e le feci scorrere delicatamente sul titolo. Per gli uccelli del mattino, diceva. Christine Lucas. Aprii il volume e lo sfogliai.

addormentareQueste poche parole – nella traduzione di Stefano Bortolussi – ci fanno scoprire un elemento della storia totalmente ignorato dal film: la protagonista è una scrittrice pubblicata. «Era vero? Avevo scritto un romanzo? Era stato pubblicato? Mi sono alzata, e il diario è scivolato a terra. Se era così, significava che ero stata qualcuno, una persona con una sua vita, con obiettivi, ambizioni e successi.» È comprensibile l’agitazione di Christine, perché sapere di essere uno scrittore è avere una idea ben chiara di come sia stata la nostra vita prima… di essercela scordata!

Nella mia visione battevo a macchina senza guardare la tastiera, e le mie dita danzavano come per istinto.

Christine scopre di saper battere a macchina agilmente, con dieci dita, e infatti guarda lo schermo e scopre che (senza rendersene conto) ha scritto «Pochi sforzan quel gambo di vite». Qui va lodato il traduttore Bortolussi, perché questa è davvero la perfetta traduzione dell’originale «The quick brown fox jumps over the lazy dog»: un “pangramma”, cioè una frase che racchiuda in sé tutte le lettere dell’alfabeto, usata di solito per testare appunto le macchine da scrivere. Bortolussi ha utilizzato un pangramma italiano per tradurne uno inglese: ha cioè giustamente ignorato la veloce volpe per il gambo di vite!

L’ho rigirato fra le mani. In copertina c’era l’illustrazione a pastello di una scrivania su cui campeggiava una macchina per scrivere. Sul carrello della macchina era appollaiato un corvo, che inclinava la testa quasi stesse leggendo il foglio di carta infilato fra i rulli. Sopra il corvo c’era il mio nome, e sopra ancora il titolo. Per gli uccelli del mattino, diceva. Christine Lucas.

Questo è l’intrigante pseudobiblion (“libro falso”) che si riaffaccia nel romanzo e che è stato bellamente cancellato dalla sceneggiatura cinematografica: For the Morning Birds.
Va bene, ai fini della trama è onestamente irrilevante, ma è uno di quegli elementi la cui assenza è sofferta nel film di Joffe, dove tutto avviene troppo velocemente e non si fa in tempo a capire la sofferenza di Christine perché tutto gira troppo veloce.
E poi… be’, trovo intrigante l’idea di un personaggio che senta il bisogno di leggere un libro a lui legato di cui non ha memoria, nel tentativo di capire di più della propria vita… Ma qui ci inoltriamo sulla via che porta al romanzo di Marlowe che sta per uscire… e ci sarà tempo di parlarne più avanti.

L.

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Pubblicato da su dicembre 17, 2014 in Pseudobiblia

 

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