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Omaggio o Plagio?

28 Ott

plagiarismL’altro giorno si chiacchierava amabilmente su facebook di plagi più o meno mascherati: quanto funziona scrivere una storia scopiazzandola da un altro autore? Ahimè, funziona sin troppo bene perché la memoria dei lettori è inversamente proporzionale alla produzione letteraria, e vale lo stesso per il cinema. Si ricordano sempre meno libri/film e sempre più libri/film vengono prodotti; si leggono/vedono sempre meno opere e si scrivono/girano sempre più opere.
Se io copio dall’Odissea è facile che venga scoperto (anche se è tutto da vedere), ma se copio da un libro di dieci anni fa è altamente improbabile che qualcuno (a parte l’autore) se ne accorga.

Eppure copiare è l’atto più antico che esista: sul Monte Sinai a Mosè vengono consegnate le tavole con i dieci comandamenti scritti da Dio di proprio pugno… eppure il contenuto è scopiazzato dal Libro dei Morti egiziano (non rubare, non desiderare, ecc. ecc.) Questo ci autorizza a copiare? Ovviamente no.
Eppure stringi stringi le trame so’ sempre quelle: amore, vendetta, gelosia, bramosia… ma che te voi inventa’? E poi inventare è un rischio: ripresentare ciclicamente ed ossessivamente gli stessi identici elementi soddisfa il lettore/spettatore (la ripetitività tranquillizza come il battito cardiaco) funziona e vende bene. Se inventi, c’è un alto rischio di fare fiasco. Allora dobbiamo sempre riproporre le stesse trame? Per tanti sì, per me no.

Un geniale racconto di Jorge Luis Borges, Pierre Menard, autore del «Chisciotte», racconta di uno scrittore che nella metà del Novecento scrive il Don Chisciotte. No, non lo copia, né lo riscrive: scrive il Don Chisciotte di nuovo, parola per parola. E lo stesso non è un plagio, perché il senso che l’opera aveva nel Seicento non è lo stesso che ha nel Novecento.
Questa trovata del Maestro argentino indica forse precisamente la via: non copiare, non riproporre, ma scrivere di nuovo qualcosa che nuovo non è.

Sia per i miei blog che per passione personale, vedo film e leggo fumetti inediti in Italia: sarebbe dannatamente facile per me fare come gli americani degli anni Cinquanta e Sessanta e ricopiare a man bassa roba estera, tanto chi la conosce? La fallita e fallimentare editoria italiana mi aiuta, perché quand’anche un film o un fumetto uscissero in Italia, sarebbero fuori catalogo e dimenticati nel giro di una settimana, quindi chi mai mi scoprirebbe? Visto però che non ho contratti milionari da rispettare e scadenze stringenti, situazioni cioè che mi spingerebbero a imboccare questa scorciatoia, posso permettermi il lusso di lasciarmi “ispirare” da opere disparate e di omaggiare smaccatamente opere celebri. Perché se citi Hannibal dell’“A-Team” (come ho fatto nel mio recente Anita Nera) chi mai potrà accusarmi di plagio? È una sua battuta ricorrente così celebre che è evidente l’omaggio (anche perché parliamo di una riga, non di una trama).

Chiudo rivolgendomi ai lettori: state sempre in guardia, perché le scopiazzate sono tante e spesso mal fatte. Agli scrittori invece dico: divertitevi a rigirare una storia esistente, non a copiarla e basta, perché magari scoprirete che sarete voi per primi a divertirvi.

L.

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2 commenti

Pubblicato da su ottobre 28, 2014 in Uncategorized

 

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2 risposte a “Omaggio o Plagio?

  1. Roberto Volterri

    novembre 3, 2014 at 8:46 pm

    Cerco di raddoppiare le probabilità di una risposta “diretta”…

    Gentile Lucius sono un archeologo romano che opera in ambito universitario.
    Da tempo immemore mi occupo di “strani argomenti” (vedi sul web…) e del Manoscritto Voynich. Condivido con il destrinatario di queste mie note molte preplessità sull’origine del MS408. e sarei veramente leito di scambiare due parole ( o poco più…) sull’argomento. E’ possibile?
    Grazie in ogni caso!
    Dott. Roberto Volterri

    Liked by 1 persona

     
    • Lucius Etruscus

      novembre 3, 2014 at 8:51 pm

      Dottor Volterri, è un onore e un piacere risponderle riportandole quanto scritto sul forum di ThrillerMagazine (che però non contatta gli interessati come invece fa WordPress).

      Non ho mai creduto (né ci credo ora) a complotti e lascio le cospirazioni a romanzieri e sceneggiatori, ma è innegabile notare che la mia fonte principale – il sito ufficiale della Beinecke Rare Book and Manuscript Library, Yale University, possessore della lettera che si vuole scritta da Ethel Lilian Boole – non presenta più la scansione ad alta risoluzione di tale lettera, da cui io ho tratto l’immagine per ThrillerMagazine. Forse hanno cambiato link, ed è curioso notare che tutti i riferimenti al Voynich della Beinecke Library risalgono al massimo al 2013, mentre io ho compiuto le mie ricerche nel 2012.

      Comunque nel web non si perde nulla, così ci viene in aiuto questo sito
      http://www.sinleb.com/voynich/lillian_letter.php
      che riporta sia le due pagine della lettera in questione che la busta che la conteneva, con la scritta che è stata aperta nel 1960 (un indizio che a mio modesto parere è particolarmente intrigante)

      A questo proposito le segnalo anche “I custodi della pergamena proibita” (Rizzoli 2012) scritto da Aldo Gritti. Il vero autore (che si firma con quello pseudonimo e con cui ho avuto il piacere di discutere di questioni voynichane) per ovvie esigenze commerciali ha mascherato da romanzo un’ottima ricerca sul Manoscritto, sebbene giunga a conclusioni spionistiche che personalmente non condivido.
      Al di là di tutto, alla fine del volume della Rizzoli c’è un ottimo inserto iconografico dove è riportata la lettera e altri documenti che ruotano intorno a Voynich.

      Premettendo che io sono null’altro che un appassionato, che ama i misteri librari (veri e presunti) ma senza autorità in materia, per qualsiasi altra questione non esiti a contattarmi a lucius.etruscus@gmail.com
      Mi sono fatto spedire dall’america la biografia del cacciatore di libri Kraus dove racconta del suo rapporto con la signora Voynich, ma credo di aver già scritto tutto nel mio pezzo.

      Un saluto e grazie ancora dell’interessamento.

      Lucio

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