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Selfless Publishing

09 Ott

multitasking-insanityIl mio post di ieri sul Selfish Publishing, sull’autopubblicazione egoistica, può aver fatto pensare che io faccia tutto da solo e non abbia bisogno di nessuno: ovviamente non è così, è stata giusto una provocazione (leggi “schizzata di veleno”) contro i grandi autori che si affidano ad un esercito di professionisti e che quindi alla fine non sono autori del proprio prodotto finale. Al massimo vi hanno contribuito.
Quando li intervisti non sanno ovviamente cosa dire, visto che non devono a se stessi il proprio risultato, mentre se intervistate me dovrete prendermi a bastonate per farmi azzittare, visto che curo dalla copertina all’ultima parola dei miei eBook, dal lancio pubblicitario ad ogni singola ricerca per i contenuti.

snoopy_writingLo stesso, dicevo, non si scrive per se stessi bensì per gli altri (ecco il Selfless Publishing, la pubblicazione “altruista”): sia perché li si voglia istruire, sia perché li si voglia informare o (come nel mio caso) si voglia semplicemente condividere con loro qualcosa di appassionante, l’obiettivo di ogni scrittore dovrebbe essere raggiungere i lettori. Ovviamente non è così, scrivere è un mestiere che prevede quotidianità e ripetitività, matematica e marketing e dove il lettore è l’ultima ruota del carro, visto che ciò che conta sono gli acquirenti.
Forte della mia debolezza, mi elevo sulla mia infima statura e approfittando dell’unicità di essere nessuno posso fare lo spocchioso e dire che più delle vendite mi interessa comunicare con i lettori, che siano acquirenti o meno. Il fatto di avere molti eBook in download gratuito dovrebbe dimostrare la mia buona fede… ma non è escluso che se dovessi diventare famoso cambierei subito idea e diventerei il più spietato e venale degli scrittori!!! ^_^

self pubbing vs trad pubbingComunicare è difficile, e non parlo solo di contenuti: una volta creato l’eBook bisogna farlo girare, così ne approfitto per rubare bassamente i consigli dati in rete da blogger come Alessandro Girola, scrittore autopubblicato della prima ora alla cui esperienza vado sempre ad attingere. Ho sposato a pieno una delle sue regole auree – il modo migliore di pubblicizzare un libro è scrivere un altro libro – e, egoista che non sono altro, l’ho fatta mia. Sarà Selfish Publishing, ma parte dalla considerazione che ci sono altri più bravi in giro e bisogna assolutamente imparare da loro.

Conoscere tanti altri scrittori autopubblicati mi ha permesso di vedere cosa fanno, studiare le loro impaginazioni, le loro fonti, le loro copertine, il loro modo di agire, fare mille domande e mettere insieme le risposte alla ricerca del mio stile. Sarò uno scrittore egoista, perché l’obiettivo è appunto il mio stile, ma guardo sempre agli altri per imparare.

L.

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Pubblicato da su ottobre 9, 2014 in Note

 

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