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Quale futuro per SAS?

22 Lug

SAS200
Questo luglio esce in edicola il 197° romanzo di Gérard de Villiers, il compianto prolifico autore scomparso lo scorso ottobre, e con l’avvicinarsi del fatidico suo ultimo romanzo, il 200°, la domanda è: cosa succederà al suo personaggio Malko Linge, detto SAS?
Malgrado dalle ultime decadi sia argomento relegato alle discussioni di appassionati e specialisti, il successo travolgente dei romanzi di de Villers è storia italiana sin nel profondo. Da più di 50 anni è l’autore seriale più venduto del nostro Paese, fa incassare cifre da capogiro e ogni sua singola avventura è stata ristampata più volte. (Per avere un’idea del fenomeno, ecco la schedatura completa degli Archivi di Uruk.)

Apparso in un mondo editoriale fortemente dominato da personaggi d’azione seriali, con le case editrici in lotta per accaparrarsi l’eroe di turno, SAS ha sconfitto ogni concorrenza: sono tutti scomparsi dal territorio italiano, i suoi contendenti, ed è rimasto solo lui. L’unico in grado di sfidarlo è Chance Renard, il Professionista, di Stephen Gunn alias Stefano Di Marino, l’autore italiano che domina da vent’anni il mondo seriale italiano. Ma tutti gli eroi stranieri che erano entrati a frotte nel nostro Paese, hanno dovuto tutti lasciare il passo a SAS.

Capire il fenomeno esula dalle mie possibilità, io mi limito solo a notare che malgrado il totale disinteresse di stampa e TV, di critici e recensori, di appassionati e professionisti, malgrado insomma nessuno ne parli da decenni… SAS vende tanto, tantissimo, dagli Sessanta ad oggi: non esistono crisi, non esistono mode, non esistono salti generazionali o influssi mediatici che reggano. A dimostrazione che la pubblicità agisce solo su chi non ha un proprio gusto (non è un giudizio, visto che i soldi di chi non ha gusto sono buoni lo stesso!) perché le ultime volte che un giornale diverso da Segretissimo ha pubblicizzato SAS eravamo nei primi anni Novanta.
Ma allora torna la domanda: che si fa ora, che il flusso di nuovi romanzi sta per arrestarsi? Fra tre romanzi (quindi, plausibilmente, fra circa un paio d’anni) sarà tutto finito. O no?

In attesa che la Mondadori ci faccia sapere qualcosa, e non sarà certo in tempi brevi, posso solo pensare a cosa è successo alla morte di altri autori seriali.
Quando nel 1995 è morto Don Pendleton, forse pochi se ne sono accorti, visto che ancora oggi escono regolarmente romanzi con il suo nome in copertina. Il suo eroe Mack Bolan ha abbondantemente superato la soglia dei 400 libri malgrado il suo autore da tempo immemore non lo segua più: una volta delineato il personaggio, basta affidarlo ad un gruppo di ghostwriter e il gioco è fatto.
Ma mentre Pendleton i primi libri di Bolan li ha scritti sul serio (e uno è pure artivato in Italia!) altri autori sono stati falsi sin dall’inizio. Fra gli anni Sessanta e Ottanta il mondo anglofono e francofono ha visto un’esplosione titanica di personaggi seriali d’azione firmati da nomi improbabili che spesso nascondevano due o più scrittori. Per citare qualche esempio di spessore, c’era Nick Carter che riprendeva in chiave spy-action il celebre poliziotto del pulp di inizi Novecento (come lo aveva ripreso il nostro Bonvi per le sue strisce comiche e Totò per un il film del 1950 “Le sei mogli di Barbablù”) così come c’era l’ispettore Callahan (che, non si sa bene perché, diventa Callaghan in Italia!) e tantissimi altri eroi (meno noti da noi) scritti da eserciti di ghostwriter che sfornavano testi a raffica.
Alcuni di questi “fantasmi” si facevano anche un nome scrivendo da soli, come Dan T. Streib, ma sono casi rari.

Dunque il destino di SAS è di essere continuato da un ghostwriter? E perché no? Volendo malignare, non si può escludere che già da tempo il vecchio e malato de Villers non abbia già optato per questa soluzione.
Come reagirà il pubblico ai tempi di internet? Prima nessuno sapeva niente, così un autore poteva morire e continuare a scrivere, ma oggi?

Un’altra ipotesi è anche la più quotata anche fra i discografici: il fortunato ritrovamento di inediti nei lasciti di artisti defunti.
Ma quanti inediti potrà mai aver lasciato il povero de Villers? Quanto potrà durare una soluzione del genere?
Non è escluso che si inizi con questa scusa per poi passare alla soluzione dei ghostwriter.

Voi cosa ne pensate? Quale sarà il futuro di SAS?

L.

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Pubblicato da su luglio 22, 2014 in Note

 

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