RSS

Angeli e Deonimi: Lapalissiano

20 Mag

Come spiegavo ieri, il racconto “Angeli e deonimi” nasce dal fatto che essendo io troppo pigro – nel senso borgesiano del termine – per scrivere un saggio sulla deonomastica, ho preferito scrivere un racconto facendo finta che il saggio già esistesse. Avevo però già scritto un pezzo dedicato al più celebre dei deonimi, “lapalissiano” (una volta molto comune ma oggi, in questa èra barbarica, ormai dimenticato). Visto che non l’ho potuto usare per il saggio, ne approfitto e lo riporto qui per intero.

ANGELI E DEONIMI:
Da La Palice a lapalissiano

de La PaliceJacques II de Chabannes de La Palice

Viene insegnato a scuola – e si è visto anche in fortunate trasposizioni cinematografiche – il celebre stratagemma di Ulisse per ingannare il gigante Polifemo. A questa titanica creatura Ulisse dice di chiamarsi Nessuno, e una volta accecato il ciclope, quest’ultimo non riuscirà a farsi aiutare dai propri compagni giganti. «Chi ti ha accecato?» gli chiedono questi. «Nessuno!» è la risposta di Polifemo: i suoi compagni non capiscono che lui sta usando un nome proprio e pensano che nessuno (pronome indefinito) sia colpevole di quel gesto.
In realtà nel testo greco dell’Odissea è molto più sottile. Quello che noi chiamiamo Ulisse si chiama in realtà Odisseo, da cui il nome dell’opera, e in greco si scrive Outis. Quando il gigante gli chiede il nome, Odisseo in realtà pronuncia esattamente il proprio nome… ma scritto in modo diverso! Leggiamo infatti che egli risponde «où tis», due parole: e il significato è appunto “nessuno”.
Un gioco molto sottile, quindi, un inganno degno di una grande opera letteraria com’è l’Odissea (fra i primi romanzi della storia umana): nella realtà un inghippo del genere non potrebbe mai funzionare… O sì?

Un inganno molto simile a questo, anche se involontario, è successo eccome ed ha avuto conseguenze assolutamente impreviste…

~

Il 25 febbraio 1525 muore in battaglia sotto le mura di Pavia Jacques II de Chabannes de La Palice (o Lapalisse), militare di grande fama e maresciallo di Francia che ha raccolto onori in ogni battaglia a cui ha partecipato.
Si fece talmente ben volere dai propri uomini che questi, disperati dalla morte del loro amato condottiero, decisero di celebrare la sua vita e la sua fama: scrissero così un necrologio destinato ad entrare nella storia.

Hélas, La Palice est mort,             Ahimè, La Palice è morto,
il est mort devant Pavie;                è morto davanti a Pavia;
hélas, s’il n’estoit pas mort           ahimè, se non fosse morto
il ferait encore envie.                     farebbe ancora invidia.

Dei versi semplici, tanto più che furono scritti da uomini in arme.

Ricordiamo però che l’usanza dell’epoca (rimasta anche per l’italiano fino agli inizi dell’Ottocento) voleva che la lettera “s” si scrivesse con il carattere ƒ, molto simile graficamente alla lettera f; inoltre, si tendeva a ridurre al minimo lo spazio fra una parola e l’altra. Questi due fattori fecero sì che i successivi lettori della canzone, novelli Polifemo, inciamparono nello stesso inganno tramato da Ulisse.
Nell’espressione «il ferait encore envie» si pensò che la ƒ indicasse una s, e che l’ultima parola fosse in realtà unione di due parole: il risultato è «il serait encore en vie». Questo errore innocente modificò di parecchio gli ultimi due versi del passaggio succitato, che divennero quindi: «Ahimè, se non fosse morto / sarebbe ancora in vita»… Cosa c’è di più ovvio?

~

Più d’un secolo dopo il celebre bibliofilo e accademico di Francia Bernard de La Monnoye scoprì il necrologio e, ignaro dell’errore, si appassionò alla figura di La Palice tanto da scrivere una canzone umoristica in suo onore, strutturandola in quartine come i quattro versi del necrologio.

Messieurs, vous plaît-il d’ouïr       Signori, vi piaccia udire
l’air du fameux La Palisse,           l’aria del famoso La Palisse,
Il pourra vous réjouir                   Potrebbe farvi gioire
pourvu qu’il vous divertisse           se essa vi divertisse.

Da questo incipit si capisce che la canzone sarà una lunga sequenza di versi umoristici che prenderanno in giro il povero militare francese, trattandolo come un personaggio da romanzo comico.
La lunga canzone va avanti proponendo varie versioni dello stesso paradosso ritrovato nel necrologio.

Ebbe molti talenti,
ma si è certi di una cosa:
quando scriveva in versi,
non scriveva mai in prosa.

E proprio al celebre necrologio si fa riferimento negli ultimi versi:

Rimpianto dai suoi soldati,
morì degno d’invidia,
e il giorno del suo trapasso
fu l’ultimo della sua vita.

Questa canzone umoristica ebbe un successo inaspettato diventando una filastrocca ripetuta da generazioni di bambini francesi (Il cantautore Sergio Endrigo ne ha elaborato una versione per bambini cambiando il soggetto con Napoleone Bonaparte. Per esempio, «Napoleone era fatto così: se diceva di no non diceva di sì, e quando non andava a piedi era proprio un cavaliere»), anche se poi si dovette attendere l’Ottocento perché conoscesse nuova vita.
In questo periodo infatti la riscoprì lo scrittore francese Edmond de Goncourt: divertito dall’operazione di inserire ripetutamente un’affermazione che non facesse che sottolineare quella appena espressa, egli si riferì sempre a questa tecnica come una lapalissade.
Nel 1914 la parola francese, che è sostantivo, valicò le Alpi ed entrò in Italia sotto forma di aggettivo: nacque il deonimo “lapalissiano” per indicare qualcosa di incredibilmente ovvio.

~

Povero Jacques, la cui terra di nascita si chiama tutt’oggi La Palice: un cavaliere che non disse mai nulla di ovvio, che anzì preferì sempre l’azione in battaglia alle chiacchiere… trasformato in un aggettivo irridente!
Però in fondo i suoi uomini sono riusciti nell’intento: volevo renderlo immortale… e ci sono riusciti!

L.

Annunci
 
Lascia un commento

Pubblicato da su maggio 20, 2014 in Note

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: