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Note al testo 7 (11)

05 Apr

Altro retroscena per il racconto “Le magnifiche sette“, scaricabile liberamente da qui:
http://luciusetruscus.altervista.org/marlowe/marlowe.htm

Per la prima volta Marlowe prende atto che non lavora come un normale investigatore e che risolve i casi non proprio con le sue sole abilità. La fortuna fa la sua bella parte: lui si limita a sparare nel mucchio finché non azzecca qualcosa!
Ecco come spiega in tutta onestà la sua dote alla cliente, che ha appena chiesto delle prove:

Devo avvertirla, dolcezza. È difficile che io trovi prove certe. Ci sono investigatori che indagano, altri che deducono: io sono uno che “suppone”. Al massimo posso trovarle delle supposte…

La battuta è di grana grossa, va bene, ma è un omaggio ai film di Bud Spencer e Terence Hill che vedevo da bambino, dove viene fatta una battuta simile. (“Suppongo che lei sia…” “Supposta esatta”, da Nati con la camicia, se ricordo bene.)
Questa parentesi di autocoscienza tornerà in futuro.

L.

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Pubblicato da su aprile 5, 2014 in Note

 

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