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Argento vivo

12 Nov

Le coincidenze non piacevano a Borges, eppure è proprio grazie a lui che esse avvengono: gli amanti del Maestro argentino finiscono per avere curiose convergenze stilistiche.

Un grande e attento lettore del mio Marlowe mi ha sottoposto una pagina tratta dal romanzo Argento vivo (Sellerio 2013) di Marco Malvaldi, autore pisano con cui condivido lo stesso anno di nascita…
Il brano che riporto è fra l’io narrante (uno scrittore) e un curioso giornalista che vuole intervistarlo.

Mentre il giornalista (Stagnari, gli sembrava di ricordare) continuava a guardarsi intorno, apparentemente contando tutti i volumi, Giacomo prese un respiro profondo.
Se questo adesso mi chiede se li ho davvero letti tutti, lo prendo per le trombe del culo e lo butto fuori di casa.
– Senta, le dispiace se comincio quest’intervista in modo un po’ inusuale?
– Per nulla.
– Mi descriverebbe la sua libreria?
– Prego?
Stagnari sorrise, in modo lievemente timido.
– Vede, io credo che niente come una libreria cresciuta negli anni possa far capire che tipo di persona si ha di fronte. Specialmente una libreria come questa. Borges diceva che andava più orgoglioso dei libri che aveva letto che non di quelli che aveva scritto. Detto da Borges fa un po’ impressione, non trova?

La richiesta dell’intervistatore è volta a scoprire l’anima più profonda dello scrittore proprio mediante lo studio della sua libreria, esattamente quello che fa il mio Marlowe nel racconto Colui che leggeva nel buio, dove l’investigatore bibliofilo vuole capire la mente dello scrittore Caino Abele e gli chiede di mostrargli la sua biblioteca personale.

«Allora, ora che mi può vedere nel mio ambiente naturale, vuole sapere che tipo di lavoro voglio proporle?»
«Un attimo solo», dissi alzando il dito. «Qui è tutto bello e tutto pulito e tutto fresco, ma per capire chi è lei devo vedere la sua biblioteca di casa. […] Qui non si può mentire: è come se mi trovassi nel centro esatto della sua mente, perché ogni libro è stato disposto da lei, con un criterio che la rappresenta, anche se magari non coscientemente.»

Io a mia volta, come specifico nello note finali, mi sono ispirato allo stupendo racconto La stele di Rosetta del bibliotecario-scrittore Fred Lerner. Quando sulla luna scoprono che un’antica razza aliena ha raccolto in una biblioteca libri rubati sulla Terra, l’unica chiave per comprendere quella civiltà è proprio nella biblioteca.

«Com’è possibile? Tutti i volumi provengono dalla Terra. Lì non c’è nulla che ci dica qualcosa su chi ha costruito Metropolis.»
«No, qualcosa c’è. Non nei libri stessi, ma nel modo in cui sono disposti. […] Forse loro non erano per niente interessati all’individuo che aveva scritto quel dato libro. Il loro principio fondamentale di classificazione sembra coinvolgere la distinzione tra l’individuo e la collettività. Questo spiegherebbe perché “Guerra e pace” era accanto all’elenco del telefono.»

Non credo poi di aver citato espressamente nei miei racconti quel brano di Borges con cui Malvaldi impreziosisce il testo, cioè l’epico e geniale incipit della poesia Un lettore (da Elogio dell’ombra, 1969):

Que otros se jacten de las páginas que han escrito;
a mí me enorgullecen las que he leído

il Tentori Montalto tradusse con «Menino vanto». Forse negli anni Settanta si usava ancora “menar vanto”, ma visto che Borges in persona ebbe da ridire delle traduzioni di Montalto (e glielo disse apertamente in faccia) siamo autorizzati a tradurre così:

Altri si vantino delle pagine che hanno scritto;
a me inorgogliscono quelle che ho letto

La stupenda poesia prosegue racchiudendo in poche righe tutta la vita dell’autore, ed è obbligatoria quest’altra citazione:

Le mie notti son piene di Virgilio;
aver saputo e scordato il latino
è possederlo, perché anche l’oblio
è una forma della memoria, il suo luogo sotterraneo,
l’altra faccia segreta della moneta.

Come dicevo, non credo di aver citato quell’incipit espressamente nei racconti di Marlowe, ma da anni ormai fa parte di me e del mio modo di scrivere e di leggere, quindi trovare una scena “marlowiana” con in più una delle citazioni borgesiane che più preferisco… mi fa concludere che pur non conoscendolo questo Marco Malvaldi è mio fratello in Borges!!!

malvaldi

http://sellerio.it/it/catalogo/Argento-Vivo/Malvaldi/6944

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Pubblicato da su novembre 12, 2013 in Note

 

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