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Angeli e deonimi

08 Nov

Dando per scontato che abbiate tutti scaricato il numero 3 della rivista “The Circle Review” (http://ilcircolodellearti.myblog.it/the-circle-review-rivista-culturale-letteraria-del-ring.html) con il racconto di Marlowe in esclusiva, è giunto il momento di continuare le ristampe.

Racconto numero nove con un titolo a cui sono paricolarmente affezionato: Angeli e deonimi.
http://luciusetruscus.altervista.org/marlowe/marlowe.htm

La storia del titolo è particolarmente borgesiana. Intrigato dalla deonomastica (e che roba è? leggete il racconto e scoprirete tutto!) volevo scriverci uno speciale su ThrillerMagazine con il titolo Angeli e deonimi: come potete capire, il gioco di parole con il romanzo-film di Dan Brown è davvero irresistibile. Però la particolare spinosità dell’argomento e il fatto che avrei dovuto fare fiumi di ricerche per tirar fuori una materia che alla fin fine avrebbe interessato una ristrettissima fascia di pubblico (in realtà sono ottimista: probabilmente non avrebbe interessato nessuno), alla fine mi ha fatto vacillare, e mi è venuto in mente l’immortale frase che il Maestro argentino Borges scrisse il 10 novembre 1941 a mo’ di introduzione del suo celebre Il giardino dei sentieri che si biforcano:

Delirio faticoso e avvilente quello del compilatore di grossi libri, del dispiegatore in cinquecento pagine d’un concetto la cui perfetta esposizione orale capirebbe in pochi minuti! Meglio fingere che questi libri esistano già, e presentarne un riassunto, un commentario. Così fecero Carlyle in Sartor Resartus, Butler in The Fair Haven: opere che hanno il difetto, tuttavia, di essere anch’esse dei libri, non meno tautologici degli altri. Più ragionevole, più inetto, più pigro, io ho preferito scrivere, su libri immaginari, articoli brevi.

Posso definirmi io meno inetto o meno pigro del poeta di Buenos Aires? Ovviamente no, così ho seguito la sua scia e invece di perdere tempo a scrivere un corposo saggio ho preferito far finta che il saggio esistesse già, infilandolo in un racconto del mio Marlowe. Tutte le ricerche del personaggio di Bruto Svizzeri – cialtronesca parafrasi di Cesare Marchi, autorevole saggista della lingua italiana – sono in realtà mie bozze per un ipotetico saggio, che davvero non è valsa la pena scrivere. A malapena sono servite per un racconto…

Più avanti posterò delle note al racconto, ma per ora vi ricordo il link per scaricarlo in ePub gratuito: http://luciusetruscus.altervista.org/marlowe/marlowe.htm

Lucio

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Pubblicato da su novembre 8, 2013 in Racconti

 

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