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Note dell’autore 3

22 Lug

Il terzo episodio di Marlowe, “Colui che leggeva nel buio”, denota un tentativo di scostarsi dalla formula rigida e praticamente identica dei primi due racconti. È ancora legato al gioco della serialità, come si può vedere nel finale, ma comincia a cercare nuove vie.
La trama nasce praticamente dal titolo: una volta venuto in mente il gioco di parole fra il lovecraftiano “Colui che sussurrava nel buio” e l’assurdità dell’atto di leggere al buio, il resto è nato da solo. Rimpiango quei giorni in cui un racconto nasceva semplicemente scrivendolo, quasi sgorgasse spontaneo da una fontana mentale.

Era il periodo in cui tutti parlavano di Dexter, mentre io ero fra i pochi a non averlo mai visto: siccome sono dispettoso, più me ne parlavano bene meno avevo voglia di vederlo (o di leggerne i libri). Ma il gioco di parole con Texter – lo scrittore dalla doppia personalità – era troppo invitante per non infilarlo nella storia.
E se poi un personaggio dalla doppia personalità è scritto da un autore dalla doppia personalità? Affrontare il doppelgänger, l’altro da sé, era davvero troppo per le mie capacità narrative: misurarmi con i più grandi autori della letteratura mondiale esulava da ogni pazzo sogno delirante di scrittore! Così, come faccio di solito per questi raccconti, ho svicolato e ho preso una strada secondaria.

A forza di ritrovarmelo davanti agli occhi, il nome Caino Abele comincia a non farmi così ribrezzo come le prime volte, ma io purtroppo ho un serio problema con i nomi e trovarne uno che ammiccasse alla doppia pesonalità era davvero difficile. Parafrasando Francesco Salvi, mi batto per un mondo letterario in cui tutti si chiamino Pino. Così non devo stare lì a scervellarmi ad inventare nomi…

Ricordo sonore sghignazzate invece nell’inventare i titoli dei bestseller di Caino: inventare titoli sì che mi piace. A rischio di sembrare tronfio, considero “La morte fila e fonde” un titolo geniale, e lo posso dire perché non l’ho inventato io: mi è semplicemente venuto in mente e l’ho scritto. Quindi molto più che autore sono in realtà lettore di ciò che scrivo, e quando rileggo un mio racconto rido come se non sapessi cosa accarà.

Infine una parola per Onoff, che cito nel racconto in quanto ha detto una grande verità: non bisognerebbe incontrare mai gli scrittori che amiamo, perché ne rimarremmo delusi. (Vale ovviamente per qualsiasi artista.)
Spero non ci sia davvero bisogno di spiegare chi sia Onoff, ma nel dubbio meglio farlo: è la stupenda e geniale creazione di Giuseppe Tornatore in un momento di profonda distrazione del suo lavoro, quando ha dimenticato di essere un regista locale e ha creato quel capolavoro universale che è “Una pura formalità”. Un grande atto d’amore verso la scrittura e verso la finzione letteraria, purtroppo rimasto pressoché ignoto alla maggioranza degli italiani.
Mia opinione è che per il nome di Onoff Tornatore si sia ispirato al Lonoff de “Lo scrittore fantasma” di Philip Roth, ma sinceramente non ci ho trovato legami di sorta, se non l’essere disincantato dal mondo letterario.

Chiudo sperando che il racconto possa divertire anche chi vorrà leggerlo, e spero che la parte di Marlowe che entra nella biblioteca come nella mente di Caino… vi possa affascinare come affascina me 😉

L.

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2 commenti

Pubblicato da su luglio 22, 2013 in Note

 

2 risposte a “Note dell’autore 3

  1. temistocle

    luglio 22, 2013 at 1:35 pm

    grazie di questi ‘dietro le quinte!

    Mi piace

     

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